Recensioni

6.5

Un ineccepibile country rock si accompagna alla prova, volutamente misurata nel riproporre certi stilemi del genere, del cantante Patterson Hood: sono queste le basi su cui poggia What It Means, tra i brani di punta di American Band. Un perfetto esempio, aggiornato al classic rock del 2016, delle canzoni di protesta. Un sentire che forse non ha la pretesa o l’ambizione di denunciare, ma perlomeno racconta il sentimento, l’umore, non solo di Athens, città della Georgia da cui i Nostri hanno mosso i primi passi ormai 20 anni fa, ma del Sud (e dell’America in generale) alla vigilia delle elezioni presidenziali e con lo spauracchio di Trump dietro l’angolo. Un gigantesco groviglio di contraddizioni economiche, sociali, politiche, razziali.

Queste le tematiche, un confine che racchiude molte (amare) verità ed altrettanti interrogativi. A livello di sonorità American Band è un album privo delle fiammate r’n’r degli esordi, ma che raggiunge, con diversa maturità e partendo da presupposti differenti, lo stesso risultato. Il merito va equamente diviso tra i due cantanti/chitarristi Mike Cooley e Patterson Hood. Un lavoro che prosegue idealmente il discorso iniziato con English Oceans. Ramon Casino è un folk pop incalzante che trova in un’essenzialità brillante la propria cifra distintiva. Surrender Under Protest è invece un rock muscolare, un ibrido tra le prime prove della formazione statunitense e il “nuovo corso”. Sparite le illustrazioni dello storico collaboratore Wes Freed, è la bandiera americana a mezz’asta a caratterizzare l’artwork dell’ultimo LP: Darkened Flags At The Cusp of Dawn, tanto per citare una delle ultime canzoni. Tra gli episodi migliori per costruzione, arrangiamento e tematiche trattate, la malinconia in chiave elettrica di Filthy and Fried.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette