• Mag
    01
    2012

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Rough Trade

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Era il 2009 quando il progetto Edward Sharpe & the Magnetic Zeros dava alle stampe l’album di debutto Up From Below. Inizialmente passato in sordina, con il passare dei mesi – grazie a prestigiose apparizioni televisive al Letterman, Conan O’Brian e Kimmel, telefilm e spot pubblicitari – Up From Below riuscì a raggiungere un discreto successo, soprattutto negli USA.

Principale artefice di questo exploit fu la hit Home, ovvero il singolo perfetto da consegnare agli hip-folkers di tutto il mondo. Una popolarità probabilmente inaspettata che ha colpito di riflesso anche il leader/santone/Jesus Christ Superstar del collettivo, cioè quel Alex Ebert che una decina di anni fa debuttava con i dimenticati/dimenticabili Ima Robot e che lo scorso anno tentò la carriera solista a nome Alexander.

Sulla vita privata e sul personaggio Alex Ebert – presente tra l’altro nell’ultimo Flaming Lips – ci sarebbe da scrivere un libro, ma siamo qui per parlarvi della seconda prova degli Edward Sharpe & the Magnetic Zeros: Here.

Here si apre con Man On Fire, brano che racchiude in quattro minuti la doppia faccia del disco, quella evocativa, messianica e intimista di Alex e quella da scampagnata danzante dell’immancabile controparte Jade Castrinos. Se in Up From Below i punti di riferimento principali erano identificabili nel movimento hippie fine anni ’60, qui si ha l’impressione di tornare ancora più indietro nel tempo, fino alle radici di certe sonorità: atmosfere da pieno sud, da piantagioni di cotone, richiami gospel-spiritual, il vecchio country venato di soul (That’s What’s Up) e c’è spazio anche per una sorta di tributo a Bob Marley via Paolo Nutini (One Love To Another Go).

La varietà di suggestioni audio-visive che l’album riesce a ricreare è inversamente proporzionale al livello della produzione – probabilmente volutamente old-style – e lo spirito nomade qui non è alla ricerca di una nuova casa (Home), preferisce invece godersi le distese assolate degli USA, non più danzando spensieratamente con il sorriso sulle labbra, ma contemplando l’orizzonte con l’anima e con una convincente maturità.

2 Giugno 2012
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