• Feb
    01
    2012

Album

Virgin

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Emeli Sandè, questa è la nostra versione degli eventi. Esordisci in collaborazione con uno dei peggiori “rapper” inglesi di sempre, Chipmunk, poi ripeti la cosa con il ben più quotato electro-grimer Wiley nel brano Never Be Your Woman, che oltre a contenere il sample della storica Your Woman dei White Town, ti proietta all’interno di un immaginario UK-black-urban-derground simil anni novanta. Nell’estate 2011 arriva il momento dell’esordio solista ed esci con un pezzo – Heaven – che, pur ricordando fin troppo una Unfinished Sympathy dei Massive Attack di 20 anni rivisitata in versione post-Yasmin (On My Own), risulta essere uno dei migliori biglietti da visita mainstream degli ultimi tempi: calda e trascinante melodia soul su beat pseudo d&b e morbidi tappeti bristoliani. Il successo c’è, la credibilità artistica pure.

Poi però attorno a te qualcuno deve aver iniziato a guardare concretamente ai grandi numeri ed iniziato a pensare che sarebbe stato troppo rischioso pubblicare un intero disco a cavallo tra soul-music ed elettronica anni ’90. Ecco quindi che arriva la collaborazione con il pop-rapper Professor Green in Read All About It – in italiano cantata da Dolcenera… – e una serie di discutibili apparizioni televisive, tra cui quella all’edizione italiana di X Factor in duetto con I Moderni (!!!).

L’album di debutto Our Version Of Events esce dopo questa serie di fortunati e sfortunati eventi e in contemporanea con l’annuncio della vittoria ai Brit Awards nella categoria Critics’ Choice. Purtroppo i sentori dell’appiattimento musicale si sono traformati in realtà all’interno delle quattordici tracce del disco: escludendo Heaven – piazzata ad inizio tracklist – il lavoro si snoda su territori inconsistenti e privi di spunti d’interesse. Vocalmente nulla da rimproverare, ma l’impressione è che si sia voluto andare in direzione Adele – che se continua così rischia di essere l’artista best-seller anche del 2012 – esasperando i classicismi e smussando qualsiasi contatto con l’universo elettronico.

Il risultato complessivo finisce per essere una raccolta di ballad pop-soul – co-scritte da Emeli e prodotte principalmente da Naughty Boy – in zona Leona Lewis, Alicia Keys – la quale ha collaborato nel brano Hope – o la Beyoncè più abbottonata. Lo sbadiglio è dietro l’angolo, soprattutto in tracce come Clown, Breaking The Law o nelle banalità melodiche di Maybe. Grande occasione sprecata.

12 Febbraio 2012
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