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    01
    0012

Autoprodotto

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Questo imprendibile pugliese neanche trentenne s’incarica di allestire
situazioni elettroniche evocative e un pizzico stralunate, dove la
chitarra lascia frequenti impronte ora agre ora tenerelle. Il risultato
è una sorta di astrazione nostalgica in frugale impasto sintetico che
azzarda quadretti votivi brumosi e incantati, poniamo: la pop wave
atmosferica di Eno, la pastorale sintoanalogica dei Mùm e l’incedere
sperso e incantato degli Stars Of The Lid. In questo senso le belle Your Origami e Treessono più che emblematiche. C’è una gradevole aura fanciullesca a
partire dal collage dell’atrwork, tuttavia si scorgono neanche troppo
in filigrana venature amare, che potete toccare con mano in Innocencecon le sue giustapposizioni concrete, quel disvelarsi implume di
solenne bellezza tra insidie malferme. Lo stesso più o meno capita in …E fuori piove, toccante ballata acustica con friabili perturbazioni. Quanto a Petali,
è l’estatica astrazione centrale, dadaista e allibita di strisciante
allarme. Stupisce, nel complesso, il senso di necessità malgrado il
risaputo dei modi e delle forme.

1 Maggio 2008
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