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6.9

Palermitano di nascita, Fabrizio Cammarata presenta Skint and Golden, un album dalle sonorità calde, tra soul e folk di stampo internazionale, nato e realizzato a Manchester dalla collaborazione con Paolo Fuschi. Un sogno durato dieci anni, quello di dar vita a Skint and Golden (letteralmente, “al verde”, inteso come penuria monetaria, e “dorato”; il titolo presenta chiaramente il disco, sospeso tra la necessità di sentirsi “luminosi” e una realtà non sempre adeguata ai proprio sogni): un album che profuma di viaggi e di estate, e che partendo da un impianto decisamente pop, mescola atmosfere mediterranee, ritmi latini, melodie West Coast a richiami ’60 e, a tratti, quasi reggae.

Un inno sentito alla semplicità, tra le cui pieghe fanno più volte capolino Ben Harper e il Jack Johnson di In Between Dreams, senza per questo perdere di vista una cifra stilistica assolutamente personale. Si fa voler bene questo Skint and Golden: ora leggero e sognante come nell’ouverture My Salvation e in Shine, sporcato a tratti da aperture quasi funk (Can’t You See Me), il disco cresce e scorre fluido lasciando trasparire, brano dopo brano, un’anima malinconica e soul, come un soffio leggero che accompagna senza disturbare ma che, inevitabilmente, lascia una traccia importante nell’ascoltatore.

Se state per intraprendere un lungo viaggio, Skint and Golden potrebbe esserne la perfetta colonna sonora: col pensiero sospeso tra l’aspettativa di quello che sarà e il paesaggio, bagnato dal sole, che scorre via fuori dal finestrino.

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