• ago
    30
    2014

Album

Autoprodotto

Add to Flipboard Magazine.

Music For Adriatic Colonies è l’interludio di Fabrizio Testa, che nel giro di due anni scarsi ha espresso veramente tanto in termini di geografia sonoro-cantautorale. Come Mastice e Morire, parti di una trilogia che l’autore dice dovrebbe chiudersi l’anno prossimo, Music For Adriatic Colonies è ancora uno storyboard sui ruderi metastorici della riviera adriatica, ma si distanzia dalla forma canzone per cimentarsi in strumentale. Le diciassette suddivisioni sono l’epitome delle doti artistiche di tutti i musicisti coinvolti nel progetto, che sono ben otto, ma finiscono a corredo di un connotato fenomenologico atemporale dell’autore milanese.

Già in precedenza Testa aveva espresso la volontà di indagare il passato con occhio disincantato, eppure il processo narrativo in quest’ultimo lavoro viaggia in parallelo con una mediazione romantica o tardo romantica di deragliamento in passacaglia opposto al titanismo; lo stile mantiene un unico registro compositivo, eppure l’organicità tecnica svirgola, corre via fra impro-acusmatica appena accennata (un richiamo all’appena nato Gorlago trio), ambient costruttivista, quartomondismo e sci-fi noir.

Le adamantine e algide scritture di piano cullano gli accenti dei fiati in quote di lied jazz, gli armonici fan squadra con la percussività degli strumenti, gli oggetti diventano quello che sono, e cioè ruderi d’era coloniale, i passi tendono ad arrestarsi proprio nell’atto in cui tutto sembra trasformarsi in musica classica o scultura, eppure ce ne sarebbero di ragioni a carico. Il piano stesso sembra occupi un ruolo da maitre à penser timbrico, in senso reichiano, e invece viene spintonato come dall’anca di una mossa, lasciato solo a rimuginare su quale albero maestro possano posarsi clarinetto, clarino e tromba, in ordine di chiama. Un lavoro, questo, che dà instancabilmente da pensare.

30 Settembre 2014
Leggi tutto
Precedente
Thom Yorke – Tomorrow’s Modern Boxes Thom Yorke – Tomorrow’s Modern Boxes
Successivo
Jamie T – Carry On The Grudge Jamie T – Carry On The Grudge

recensione

recensione

album

artista

artista

Altre notizie suggerite