• Set
    04
    2015

Album

Millesei

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Farewell To Hearth And Home, addio al focolare e alla casa. Questo il significato del nome della band toscana che nel 2012 ha vinto il Rock Contest di Firenze e che è arrivata a un punto fondamentale della sua storia – e di quella di qualsiasi musicista, ovviamente – ovvero il disco d’esordio. Sarà insipido dirlo, ma tra abbandonare il focolare d’infanzia spiccando il volo e inciampare nel primo scalino incontrato, il passo è breve.

L’album Diversions segue l’EP The Domestic (2010), embrionale 4 tracce che iniziava già a porre le basi della personalità mutevole dei sei toscani. Mutevole anche perché molto ricca dal punto di vista strumentale: si passa dal cantato esterofilo all’ukulele di Athos Molteni, fino a ritrovarsi tra i sintetizzatori di Diego Boboli, chitarra acustica, cembali, sezione ritmica, violino e quant’altro. Questa complessità strumentale è ciò che delinea il personalissimo stile, perché impostato su una trama sonora difficilmente assimilabile a un genere preciso. Troviamo elementi di cantautorato e folk, di melodie pop orecchiabili e rock neoclassico. Nessun brano sfugge alla miscelánea: nell’incipit The Saddest Summer Ever Known i cori danno una sensazione 60s, la chitarra scomoda sonorità indie-rock e il ritornello ha una svolta pop-punk in stile Descendents o Weezer. Altri brani come Dorian, You May Kiss Your Bride, invece, si parla di un cantautorato classico di stampo quasi irlandese.

Il violino, oltre a donare una decifrabile aura di rock neoclassico nordeuropeo, diviene la prima vera voce di questa band (nonché il tratto che maggiormente contrassegna la musica dei Nostri), evidente in brani come Misadventures Of Leonard Nimoy, A Novel To Save Martin o nella sentimentale Seasons Rebellion Packs A Year Into A Day. Un album ricco di ballate folk melodiche che in un secondo momento esplodono viscerali: in questo senso, A Novel To Save Martin e Autumnal Us sono un buon esempio.

Diversions nasconde un lato narratologico non autoreferenziale, percepibile da titoli dei brani che alludono a titoli di capitoli di un libro, o di uno spettacolo teatrale, collegati a storie di personaggi letterari. Una bella scommessa, quella dei Farewell To Hearth And Home, ovvero sfidare il mercato italiano e internazionale con un’orchestra pop barocca dei nostri giorni, nel tentativo di farsi comprendere senza inciampare in nessun gradino.

1 Novembre 2015
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