• Gen
    01
    2010

Album

Wichita Recordings

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Con un’abile strategia di marketing i boss Wichita han permesso alle sorelle Johanna and Klara Söderberg di “arrivare” anche aldilà della loro Svezia. E’ bastato ristampare l’ep Drunken Trees del 2008. rimpinguarlo con una cover dei Fleet Foxes (Tiger Mountain Peasent Song, piuttosto calligrafica) e tre versioni live di nuovi pezzi non inclusi in questo debutto. La cifra stilistica del duo di Stoccolma è rimasta in sostanza la stessa, molto vicina all’austera eleganza di certe composizioni targate Laura Veirs, Alela Diane e Marissa Nadler. Una buona coralità sonora e caldi impasti vocali poi, ben si amalgamano all’affresco pastorale disegnato in ogni pezzo pur peccando in varietà. Lì dove il recupero di stilemi folk di stampo britannico non è sorretto da una scrittura capace di convincere per personalità, The Big Black And The Blue scivola nella maniera. E allora ci si ritrova ad essere piacevolmente cullati dalla melodia cristallina nutrita a mandolini squillanti di Hard Believer, elettrizzati dal saltellare country di Sailor Song, ammaliati dall’ispirato fingerpicking di Heavy Storm o dall’organetto caricato a melanconia di Ghost Town. Ma poi perplessi per i motivi citati poco su. Scivolano via senza emozionare In The Morning e Josefin  e si sconfina  nell’aurea mediocritas da A Window Opens (con il fantasma di Will Oldham a farsi una passeggiata) a Will Of The River.

24 Marzo 2010
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