• Set
    01
    2010

Album

Warp Records

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Dovremmo un po’ tutti (musicisti, etichette, ascoltatori, giornalisti) ricalibrare il nostro interesse verso il formato breve. Steven ha marchiato a fuoco il 2010 con un album importante e ingombrante come Cosmogramma, ma non è capace di starsene fermo un secondo, non si accontenta mai (e menomale) e lo dimostra ancora una volta con questo EP tardo-estivo, una delle sue prove migliori di sempre, bignami now del suo mondo e piccolo passo avanti nelle sue ricerche. Per di più, graziato dal perfetto bilanciamento tra sperimentazione e godibilità immediata.

Pattern+Grid World è il rovescio di Cosmogramma: asciutto diretto conciso. Steven abbandona quella jam-o-rama esagerata e torna a scrivere piccole canzoni elettroniche, concentrandosi non solo sui suoni ma anche sulle melodie. Parola chiave incisività in un carosello wonky tutto gommine tastierine computerini figli naturali della Nintendo e di Squarepusher (l’uptempo Kill Your Co-Workers, le contorsioni di PieFace). C’è il wonky sinestetico e scuro di Los Angeles (Time Vampires), ci sono la percussività (la dispari Jurassic Notion/M Theory), la fusion suonato/prodotto e le tastiere elettriche in odor di prog Settanta (Clay) di Cosmogramma.

C’è anche una nuova fortissima sensibilità melodica, colorata e giocosa come forse non accadeva dai tempi dei bumps per Adult Swim o dei cd-r di inizio carriera, sensibilità che diresti pop (l’orientaleggiante Camera Day) e che è capace di farsi così spinta e aggressiva da trasformarsi addirittura in un assalto nu-rave (Physics For Everyone!). Goduria.

7 Dicembre 2010
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