• Lug
    01
    2012

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Def Jam Recordings

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Che sia arrivato il personaggio definitivo del nu r&b? Fortunatamente negli ultimi tempi soul e r&b al maschile si stanno prendendo ottime rivincite dopo un paio di lustri passati prevalentemente alla mercé di MTV. Infatti, nonostante alcuni abissi musicali – Chris Brown su tutti – continuino a vendere dischi, un certo tipo di black music ha saputo captare i segnali che arrivavano dall'esterna contemporaneità, contaminandosi con ricercate battute elettroniche – James Blake, Jamie Woon e The Weeknd – riportando il genere ai massimi livelli, tanto che mainstream star come Drake e Usher – vedi la sua Climax – sono riusciti a tirare fuori dal cilindro dischi decenti (e forse il comeback di D'Angelo non è un caso).

Il contesto è ovviamente quello 2.0. Hype & buzz, social-fermento, mixtape ogni giorno… il continuo info-bombardamento trasversale del web non permette più errori: o sei always-on o sei fuori dai giochi. In questo senso, ci hanno visto molto lungo, con il giusto mix di talento e furbizia, gli OFWGKTA (Odd Future Wolf Gang Kill Them All, o anche solo Odd Future), collettivo swag-, rap guidato dalla geniale mente di Tyler, The Creator. Loro rappresentano nel migliori dei modi il concetto di crew aggiornato ai tempi della rivoluzione interenet.

Tra le fila degli OFWGKTA, figura di spicco è quella di Frank Ocean. Autore in anonimo di canzoni per alcune pop star e guest melodica in brani come No Church in the Wild e Made in America dello split Watch the Throne e She di Tyler, The Creator, il ventiquattrenne di New Orleans si è fatto conoscere tra gli addetti con il mixtape dello scorso anno Nostalgia, Ultra.

Praticamente in concomitanza con il coming out con il quale ha dichiarato la sua omosessualità, Frank Ocean pubblica – per la Def Jam – Channel Orange, un lavoro che ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più discussi e studiati dell'anno.

Lasciando da parte i comunque importanti aspetti socio-mediatici, musicalmente Frank Ocean parte da alcune cifre stilistiche messe in campo prima dal per certi versi sottovalutato The-Dream e poi dall'ultimo Drake e le eleva al quadrato. Laddove il canadese finisce per eccedere nelle facili tentazioni pop, Frank Ocean rimane ben saldo nel suo fluido scorrere in modo sinuoso all'interno delle diramazioni r&b, permettendosi importanti collaborazioni intra (Earl Sweatshirt in Super Rich Kids) e extra OFWGKTA (Andre3000 e John Mayer), trovando modo di inserire un pezzo di dieci minuti (Pyramids) all'interno di una tracklist che esplora il nuovo r&b in lungo e in largo, guardando al presente (Thinkin Bout You) e al passato (Crack Rock, Sweet Life) con grande rispetto verso la storia (Prince, Marvin Gaye).

Esclusa la leggerina Forrest Gump, sono tematiche spesso autobiografiche e ad alto contenuto emotivo quelle che pervadono Channel Orange, un album degno di nota non tanto per l'impatto innovativo – non elevatissimo, sotto questo aspetto The Weeknd è più interessante – quanto per la capacità di presentare nel migliori dei modi un personaggio che con ogni probabilità farà molta strada. 

16 Luglio 2012
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