• Ott
    01
    2013

Album

Trouble In Mind

Add to Flipboard Magazine.

Non ci stupisce l’ennesima uscita di Segall, il più frenetico tra i garager della Bay Area. Dopo la prova songwriting di Sleeper, ecco un nuovo gruppo e un nuovo moniker, Fuzz, un progetto che nasce dalla collaborazione con Rolando Cosio al basso e Charlie Mootheart, compagno musicale sin dagli esordi in quel di Laguna Beach. E siccome si ritorna al casino, a un hard rock tutto rumore e feedback, era logico lasciare momentaneamente la Drag City a favore della più piccola e lo-fi Trouble in Mind.

Fuzz fa parte di quella che potremmo definire una discografia di scoperta, ovvero: scopri un gruppo che ti piace magari ripescandolo dai ’60-’70, ti esalti, e ci fai un album. Ecco stavolta è il giro del classico, i Black Sabbath. Segall si sposta alla batteria, Mootheart alla chitarra e i due (perché Cosio pare un po’ lo sparring partner) iniziano a sparare le cartucce: pezzi tirati, con assoli hard che svolazzano qua e là, i riffoni di Tony Iommi sempre dietro l’angolo, la batteria pestata. Brani in cui il risultato va oltre le modeste premesse per la naturalezza con cui i due si intendono e non a caso il meglio arriva quando i due abbozzano qualche jam come in HazeMaze o la conclusiva One, segnalando quindi la buona prova di Mootheart alla chitarra. E poi non si trovano punti deboli nello scorrere delle otto tracce: il ritmo è forsennato, si gioca con il pieno/vuoto per rafforzare il senso di energia e vitalità, con la sola What’s in my head destinata a spezzare un po’ la trama con cadenze più lente ma sempre heavy.

Un disco che si innesta sulla scia di Slaugtherhouse della Ty Segall Band, pur con un canovaccio più ristretto e ripetitivo. A trasparire con più forza è invece il divertimento e l’immediatezza della composizione, ed è questo in fin dei conti il valore aggiunto che permette a Fuzz di innalzarsi al di sopra della mediocrità.

9 Ottobre 2013
Leggi tutto
Precedente
Pearl Jam – Lightning Bolt Pearl Jam – Lightning Bolt
Successivo
Turin Brakes – We Were Here Turin Brakes – We Were Here

album

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

Ty Segall

Ty Segall band – Slaughterhouse

artista

Altre notizie suggerite