• Set
    01
    2012

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Bridge Nine

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Se dall'altra parte dell'oceano il grande nome "nuovo" del punk sembra ormai essere definitivamente quello dei Fucked Up, in Inghilterra è probabilmente quello dei Gallows a tenere banco. Dopo il debutto Orchestra of Wolves – distribuito anche in USA via Epitaph – la band guidata da Frank Carter pubblicò Grey Britain, uno dei dischi più importanti degli ultimi anni all'interno del genere (nonostante uscisse per Warner), soprattutto a livello sociologico.

Frank Carter era la voce, l'anima ma soprattutto il simbolo dei Gallows con quell'aspetto pure-british. Ora il rosso tatuato dalla testa ai piedi non fa più parte della band – la motivazione ufficiale dell'addio di un anno fa è di tipo artistico – ed è stato sostituito dall'energumeno canadese Wade MacNeil, già negli Alexisonfire.

Senza il singer storico e senza la Warner (in UK escono per la loro Venn Records, in USA per la Brige Nine), i Gallows pubblicano il terzo album intitolato semplicemente Gallows, probabilmente per dare un senso di ripartenza all'intero progetto.

Se da un lato l'operato di Wade MacNeil, seppure di buona fattura, non è forse comparabile con quello di Frank Carter, dall'altro lato i Gallows come band dimostrano di poter fare ancora male e lasciare traccia anche in questa nuova versione.

I Gallows 2.0 non le mandano certo a dire, si prendano d'esempio Everybody Loves You (When you're Dead), Cult Of Mary (chorus "Cult of Mary, crucified Christ. Pagan blood for the religious reich") e soprattutto l'inno Last June ("A.C.A.B Until last June meant nothing to me"). Come è lecito aspettarsi, l'impatto live viene portato su disco senza perdere in ferocia hardcore: undici tracce per poco più di mezz'ora di brutale punk rock senza pause e senza compromessi. Ritmiche serrate (Vapid Adolescent Blues), riff imprevedibili, cori anthemici e Wade a fare la parte del pitbull pronto a distruggere il guinzaglio per andare a sbranare qualcuno.

Meno brit-riot e storicamente contestualizzabile rispetto a Grey Britain, il terzo omonimo disco dei Gallows non sposta di un minimo l'universo punk/hc ma ne ingloba in modo credibile quasi tutti gli aspetti più caratterizzanti.

26 Settembre 2012
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