• Giu
    11
    2016

Album

Interbeat

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Non è mai una prova semplice addentrarsi a piedi nudi nei grovigli emozionali ricreati ad arte da Gerardo Balestrieri. Musicista, paroliere, sognatore, apolide – come spesso ama definirsi – con il cuore trafitto equamente dalla salsedine del Mediterraneo e dai paesaggi algidi della Renania Settentrionale ma i piedi sempre ben piantati in un terreno incredibilmente fertile di suggestioni sonore: una miriade di echi, raffinate citazioni, ammiccamenti e prove di forza che fa di questo Canzoni Nascoste una piccola gemma della canzone italiana contemporanea.

Già con gli album precedenti il musicista ci aveva abituati ad una forma-canzone grumosa, filamentosa, nonostante tutto vestita di leggerezza e chiaro-scuri, ed esposta ad ardimentose e pastose fluttuazioni strumentali. In questo Canzoni Nascoste all’ascoltatore viene chiesto uno sforzo ulteriore, una sorta di ricettiva predisposizione d’animo – paragonabile a quella di cui si ha bisogno quando ci si confronta con autori russi quali Nabokov o Majakowskij – oltre alla voglia intrinseca di voler scendere a patti con il concetto astratto di bellezza. E allora si va a spasso tra i viottoli di Venezia, sulla terrazza di Livorno, tra il lungomare di Napoli e i bagliori dell’India, stringendo a braccetto quanto di meglio è traducibile dalla tradizione nostrana: si passa dal blues waitsiano (Canzone Nascosta/ Noè) spesso imbracciato da Folco Orselli allo swinging in chiave Vinicio Capossela (Dimmelo), sgusciando tra teatralità à la Bobo Rondelli  (Il Cenone del Mondo) e preziosismi compositivi altezza Paolo Conte. Una distesa di parole di carta su cui l’autore italo-tedesco spruzza un liquido incendiario a base di free jazz da balera (Son Snob), blues, folk occitano, mambo (Les Travailleurs de La Nuit), bossa nova, concedendosi vezzi testuali che si divincolano tra il poetico e il non-sense e preferendo sempre una metrica serrata e di grande efficacia.

Canzoni Nascoste consacra finalmente Gerardo Balestrieri come penna raffinata da annoverare nella schiera di cantautori succitata e a cui si potrebbero aggiungere i nomi di Cesare Basile, Flavio Giurato, Paolo Benvegnù e qualche altro virtuoso. L’acme di questo quinto album è il suonare come un segreto inespresso e ora pronto ad essere rivelato. È già tempo di (ri)scoprire.

28 Agosto 2016
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