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Quodlibet

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Il sogno 101 (pubblicato nel 2010 da Quodlibet, con la curatela di Luciano Martinis e Alessandra Carlotta Pellegrini) non è propriamente un’autobiografia di Giacinto Scelsi. Si tratta (per la prima parte del libro) delle memorie lasciate dal diretto interessato su nastro magnetico, nel 1973, con l’indicazione di renderle pubbliche a partire da quindici anni dopo la sua morte. Una serie di pensieri organizzati e restituiti a voce alta, a cui fa da contrappeso, nella seconda parte della pubblicazione, un poema fatto di successioni di “visualizzazioni” oniriche, dove appaiono al compositore antiche incarnazioni, dialoghi vedici, vibrazioni cosmiche.

Per alcuni versi – e per molte pagine – l’azione senza azione sembra essere la chiave di lettura del libro di Scelsi, compresa la parte molto ingombrante che ci descrive la sua vita mondana, di nobile perfettamente inserito nel nascente jet set mondiale, di una noia quasi inaffrontabile. Dietro c’è un uomo malato (forse anche da un punto di vista psicologico) che non sa come curare le proprie nevrosi, ma c’è per fortuna anche una cosmogonia. Essa viene affrontata sia con oggetto la musica – sviluppata a dovere nella seconda sezione del libro, come già detto in versi, che descrive il ritorno da un viaggio cosmico e soprattutto la centralità del suono all’interno della nascita e propagazione degli universi – sia a proposito del musicista-compositore, colui che percepisce con i suoi “centri sottili” le manifestazioni delle vibrazioni sonore cosmiche.

Bisogna essere pronti a leggere un libro che calca molto la mano sul percorso dell’uomo, che da nobile cerca la via della saggezza tramite lo yoga, andando incontro a un proprio sincretismo mistico. Significa dare forma – e non è detto piacerà – a quel compositore mitizzato che ricordavamo come colui che compone con una nota e una nota sola suona per notti intere, cercandone l’essenza e provandone le capacità lenitive per la propria sofferenza psichica. I più attenti alla storia delle idee troveranno utili indicazioni per capire il milieu mondiale in cui ha preso – non ha preso, in realtà – piede la musica di Scelsi, così come il ritmo di pubblicazione e reazione delle sue opere. Chi cerca invece un libro sulla musica, dovrà avere pazienza. Del resto, come l’Oriente ci insegna, siamo all’interno di un percorso, occhi aperti e tempo per capire.

21 agosto 2015
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