• Gen
    01
    2007

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Homesleep Music

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Sono tornati i Giardini di Mirò. E purtroppo per coloro che erano già pronti per il tiro al bersaglio, la band ha fatto ciao ciao con la manina ai Mogwai, a Glasgow, al post rock (di cui comunque tuttora aleggia il fantasma), per dirigersi – metaforicamente – a Berlino. Vero punto d’approdo per le nove canzoni di Dividing Opinions.

Che è sul serio una sterzata brusca verso nuovi territori. Già il precedente lavoro, Punk… Not Diet!, ammoniva i critichini italiani che sì, il post rock ci piace e ci nutre, ma c’è ben altro da sentire, ascoltare, vivere. Il ben altro, naturalmente, è l’indietronica, che se quattro anni fa faceva timidamente capolino in mezzo alle trame dei chitarristi Jukka Reverberi e Corrado Nuccini, stavolta pretende ed ottiene un proprio spazio ed una propria dimensione. E il risultato, sotto certi aspetti, è sorprendente. Se prima le canzoni erano mosche bianche all’interno di una giungla di brani strumentali, ora le parti si sono invertite, come dimostra l’unico pezzo della raccolta privo di corde vocali (July’s Stripes).

Il resto del disco, infatti, prosegue l’opera di destrutturazione del monolitico suono GDM iniziata con Othello (una bella marcetta in quattro quarti presente nell’ep North Atlantic Treaty Of Love): approccio compositivo più indie che post, quindi, con voci malinconiche di stampo Morr ed un’atmosfera di fondo che richiama le incursioni elettroniche di Hood e 65daysofstatic. Un risultato paradossale, a pensarci bene, considerando che il cantante Alessandro Raina ha lasciato da tempo la formazione. In pratica, i Giardini di Mirò si avventurano negli stessi territori esplorati qualche anno fa dai compagni di etichetta Yuppie Flu, prima che Matteo Agostinelli e soci tornassero sui loro passi – indie rock semplice ed efficace – col più riuscito Toast Masters.

La sensazione che si ricava da Dividing Opinions è allora controversa. Da un lato, sembra mancare quella spontaneità e quell’emotività che percuoteva le note del capolavoro Rise And Fall Of Academic Drifting. Come dire che si stava meglio quando si era ingenui e derivativi (d’altronde, basta sussurrare Pet Life Saver ed è ancora un sussulto di nervi e passioni). Dall’altro, però, c’è il senso della sfida e il gusto di provarci, anche a costo di fare qualche mossa sbagliata. Che per fortuna non si verifica. Perché i Giardini di Mirò sono un gruppo in evoluzione, che sa cosa sta facendo e sa dove sta andando. E a noi non resta che stare seduti, metterci comodi, ed osservare il panorama.

1 Gennaio 2007
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