• set
    01
    2009

DVD

CNI

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Con Aleksandr Nevskij il grande regista sovietico Sergej Ejzenshtejn realizzò nel 1938 un solido film di propaganda. Eppure, vuoi per la parossistica solennità delle inquadrature, per l’espressionismo impetuoso delle interpretazioni, per l’imponenza e la plasticità delle scene, è un’opera emblematica che trascende il contesto storico interno ed esterno che la informano. Simbolo di una rivalsa messianica che sorge dal popolo obbedendo ad una nemesi vista come necessità, inevitabile algoritmo delle vicende umane e sovrumane, la vicenda di Nevskij procede con una veemenza trascendentale che abbaglia, scuote, soverchia tutto il catafalco di pensieri deboli con cui può capitare d’affrontarlo, e tante grazie al morbo del politicamente corretto.

E’ un linguaggio anomalo ma dalla potenza intatta, perciò attualizzabile, visto che ahinoi non mancano alla contemporaneità situazioni di predominio cui ricondurlo, economico, politico, culturale o militare che sia. Su questa pellicola, originariamente musicata da Prokof’ev, il jazzista Giorgio Li Calzi ha imbastito una nuova soundtrack. Con risultati straordinari. Le elettroniche e la tromba di Li Calzi oppongono alla iper-retorica di Ejzenshtejn un astrattismo futurista che disturba, lo precipita in un post-domani parallelo, incipiente, aggressivo per la sua carica di avanguardia astrusa ma percepibile, in divenire anzi già avvenuta sulle labbra di Miles Davis (da qualche parte tra In A Silent Way e Aura), nelle partiture dei profeti minimal-ambient e nelle alcove della electro sperimentale di casa Warp.

Aleksandr Nevskij diventa così un’esperienza nuova e primordiale, uno iato vorace dove ribollono angosce presenti e vive. Vivissime. 

8 Ottobre 2009
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