• Set
    02
    2013

Album

BMG

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Era solo il 2008 ma sembra passato un secolo: i Glasvegas esordivano su formato lungo – dopo aver alimentato per mesi l’hype grazie a singoli azzeccati e decisamente promettenti – con Glasvegas ovvero, per chi scrive, uno dei migliori album di debutto di quell’anno. Tutto sembrava facile in casa James Allan & co, dallo scrivere anthem da classifica (GeraldineDaddy’s GoneGo Square Go) al ricreare struggenti atmosfere funeree a sfondo sociale (l’epico crescendo wall-of-sound di Ice Cream Van, e la “knife culture” di Stabbed). Sembrava facile persino realizzare un credibile EP natalizio – Snowflake Fell (and It Felt Like a Kiss) – senza passare necessariamente per dei sfacciati marketers.

Sembravano poter dare un nuovo senso di continuità al revival post-punk ed invece la seconda prova Euphoric /// Heartbreak non fece altro che certificare la parabola tipica delle band pompate da NME a causa di brani poco ispirati, una produzione – targata Flood – eccessiva e stadium-oriented e l’incapacità di attrarre quanto il predecessore.

Il terzo lavoro, Later…When The TV Turns To Static, vede i Glasvegas con quotazioni mediatiche giustamente ridimensionate (nonostante l’approdo ad un’altra major, la BMG): tutto, dalla scrittura alla produzione, torna in mano al leader James Allan. L’impegno è volto al rispetto della propria cifra stilistica evitando quindi di scardinare più di tanto gli ingranaggi della formula.

Abbiamo di conseguenza i classici brani pop-rock incastonati nel proprio marchio di fabbrica fatto di sontuose chitarre riverberate e melodie piene di malinconica grandiosità (la titletrackSecret Truth), attacchi rock fatti di note sinistre (Youngblood), ballatone a effetto cathedral (Choices) e l’episodio piano-driven I’d Rather Be Dead (Than Be With You). L’unica sorpresa, se così vogliamo chiamarla, è rappresentata dal tributo ai Talking Heads di Road To Nowhere (che diventa “road to somewhere”) contenuto in If, traccia nata da una chiacchierata telefonica con Alan McGee.

Da un lato si fatica a trovare anche una Whatever Hurts You Through The Night (forse il passaggio più riuscito di Euphoric /// Heartbreak ) data la mancanza del classico pezzo da novanta, dall’altro lato James Allan sembra aver ritrovato una via più diretta e convincente di scrittura, tanto che risulta difficile evidenziare brani realmente disdicevoli.

Lungo i dieci episodi di Later…When The TV Turns To Static nulla brilla, ma non si rintracciano neanche troppe infamie. Il risultato è uno status quo tanto utile per la fidelizzazione del proprio pubblico quanto superfluo per la conquista di nuovi sostenitori.

20 Agosto 2013
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Glasvegas

Later… When the TV Turns to Static

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