• nov
    11
    2013

Album

Warp Records

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Gli album di B-side, alternative take, demo e quant’altro possa essere incluso in tutto ciò che riguarda gli extra di un determinato lavoro, costituiscono un mondo a parte nell’universo sterminato della discografia. E solitamente, non si fa fatica a liquidare tali operazioni come semplici strategie di marketing o, all’opposto, come egomanie di artisti che hanno fin troppa voglia di parlare di sé e di rendere i fan partecipi di qualsiasi suono partorito in sala di registrazione. È per tutti questi motivi che, di fronte all’expanded version dell’ottimo Shields, è inevitabile chiedersi se una band come i Grizzly Bear avesse davvero bisogno di dare alla stampe quella che potrebbe essere solo la versione allungata di un album che già di per sé ha detto molto sull’evoluzione dei quattro di Brooklyn.

Poi, però, ci si ricorda di chi sono i Grizzly Bear, e richiamando alla mente Friend EP (era il 2007, ben due anni prima dell’hype generato da quella splendida perla che fu Veckatimest), altra release costruita tanto sulla rivisitazione di materiale inedito quanto sui contributi di amici e colleghi (Beirut, Dirty Projectors, Band of Horses, tra gli altri), nonché i remix del debut Horn Of Plenty, non stupisce affatto che Droste e compagni abbiano deciso di pubblicare Shields: B-sides. Una mossa sicuramente strategica ai fini delle vendite (le B-sides sono infatti disponibili nella già citata expanded edition, in formato 12’’ e in digitale) e che non aggiunge nulla all’album vero e proprio, ma che risulta interessante per comprendere ancora più da vicino la natura di un gruppo unico nel suo genere. Gli otto brani che lo compongono si suddividono in bonus track, remix e Marfa demo, una distinzione che ben illustra la ragione sociale del lavoro: se i remix – firmati da Nicolas Jaar, Liars e Lindstrøm – danno l’impressione di essere appendici conclusive e pure un po’ superflue, lo stesso non si può dire di inediti come Smothering Green e Listen And Wait, esempi di quel folk venato di psichedelia che costituisce ormai l’essenza del gruppo. Stesso discorso per i Marfa demo, registrati nell’omonima cittadina texana alcuni mesi dopo la release dell’album, in concomitanza con un periodo di pausa tra i membri del gruppo (coinciso, peraltro, con l’uscita dei lavori solisti di Daniel Rossen e Chris Taylor/CANT): su tutti, vale la pena citare Everyone I Know, brano migliore del lotto, che ben riflette la coralità bucolica della band a metà strada tra la grazia acustica e vocale di Fleet Foxes e Antony.

Tirando le somme, è giusto considerare queste B-sides sia come un puro divertissement, sia come il rilancio sul mercato di Shields dopo oltre un anno dalla pubblicazione: una mossa che farà felici tanto i fan della prima e ultima ora, quanto gli affamati di inediti. Resta comunque intatto l’immenso talento di un gruppo che, fin dagli esordi, ha avuto la capacità di inventare un suono nuovo.

 

28 Novembre 2013
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