• Giu
    04
    2013

Album

Carpark Records

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Colori pastello, suggestioni nostalgiche e un’asciutta scenografia basata su melodie dreamy e chitarre dal sapore jangly-retro. Così il giovanissimo Yoodoo Park – in arte GRMLN – si era presentato lo scorso autunno tramite il biglietto da visita chiamato Explore EP. Ecco: ora fate tabula rasa.

A pochi mesi di distanza GRMLN – ormai in formato band con l’aiuto del fratello Tae San e del batterista Keith Frerichs – debutta ufficialmente su formato lungo con Empire, un lavoro stilisticamente agli antipodi rispetto all’EP. L’attitudine wasted-youth tipicamente californiana – che ben maschera le origini giapponesi – prende il sopravvento: gli arpeggi agrodolci lasciano il posto a sporchi power chords e le malinconiche Summer Nightsdiventano festosi Summer Days.

Una scelta ben precisa avvertibile fin dalle prime note dell’iniziale Teenage Rhytm. Due accordi in croce ed un apporto melodico che non ha nulla da invidiare ai successi targati Wavves, influenza piuttosto evidente lungo buona parte delle nove – brevi – tracce, registrate e mixate in soli 5 giorni. L’impianto DIY va a colpire un timbro vocale spesso trasfigurato da filtri e stratificazioni – e qui viene in mente Dead Gaze – che non fanno altro che aumentare l’inclinazione sguaiata del GRMLN 2.0. Sarebbe forse troppo facile scambiare i ritmi punk-pop di Blue Lagoon o gli abusati riff di 1993 per suoni provenienti da un gruppo di adolescenti chiusi in qualche garage della Bay Area, ma in verità in breve tempo brani comeDo You Know How It Feels? rivelano una natura pop che farebbe comodo a parecchie rock band in cerca di un riscontro radiofonico.

Il rischio di inciampare in soluzioni tanto immediate (il chorus di Hand Pistol) quanto di effimero destino è sempre in agguato, ma Yoodoo Park – con un po’ di fatica – riesce a farla franca apportando quelle variazioni sul tema che avrebbero aiutato il piuttosto monotono Explore: lo strumming acustico dell’indie-pop di Coastal Love, il giro di chitarra preso in prestito dagli anni ’50 di Cheer Up e soprattutto la conclusiva Dear Fear, traccia che non avrebbe sfigurato nella compilation Punk Goes Acoustic (2003) nella sua indole a metà strada tra spleen esistenziale e momento corale da falò sulla spiaggia.

Breve, diretto e dal peso specifico praticamente nullo, Empire è sicuramente un episodio minore nell’attuale stagione discografica, ma mette in luce due caratteristiche di Yoodoo Park che potrebbero tornare utili in futuro: imprevedibilità stilistica e un genuino istinto melodico.

25 Giugno 2013
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