• Ott
    13
    2017

Album

Atlantic Records

Add to Flipboard Magazine.

La carriera di Gucci Mane si può dividere in tre fasi, intervallate da episodi segnanti per la sua vita. La prima lo vede incoronato come uno dei personaggi più pericolosi della scena rap, con una lista di 5 (o 6) casi pendenti a suo carico, tra cui quello per omicidio, e un conseguente e continuo in&out dalla prigione («Sometimes I think about my past, it make me start tripping / I was gifted with a talent that was god-given / But I was so hard-headed I would not listen», da Work in progress). La seconda coincide con un purgatorio/permanenza in una prigione federale di massima sicurezza. La terza con il ritorno in libertà come una persona completamente diversa, con 40 chili in meno e la parola fine da apporre su un periodo di forte (ab)uso di droghe e alcol. Da quel momento, le pubblicazioni discografiche si sono rincorse a ritmo serrato: al suo attivo ben 5 lavori in poco più di un anno, con quest’ultimo Mr. Davis a vedere qualche accenno biografico in più sulla sua adolescenza già dalla intro, con la cacciata di casa e l’inizio dello spaccio all’età di 13 anni («I was piss poor, sleeping on the dirt floor / And we couldn’t pay the rent so it’s a notice on the door», dalla intro di Work in progress).

L’album prosegue poi fluido con tutto ciò che ti aspetteresti da Gucci, con qualche picco grazie alla particolare sinergia tra il (t)rapper e i suoi (tanti) featuring. Primo tra tutti Schoolboy Q in Lil Story, con la sua gangsta attitude perfetta per raccontare l’ex vita dei due: «Here’s a lil’ story ‘bout a gangster like me / A eight figure n***a, fresh out the penitentiary». Di converso, Get the Bag utilizza scaltramente lo stesso sample di Slippery dei Migos contenuto in Culture, sempre con Gucci Mane, mentre Curve con The Weeknd e il produttore della XO, NAV, fa il suo, così come i vari Metro Boomin, Southside, Zaytoven, A1, Young Berg, Detail nel resto della tracklist. Un altro sample fresco l’abbiamo in Tone it Down, che utilizza Portland di Drake (More Life). Ed infine la riappacificazione con Nicky Minaj conclude un lungo battibecco e produce una discreta Make Love dove la stessa rapper non perde occasione per fomentare, a sua volta, la sua beef con Remy Ma («First I’ma scorch her, then I’ma torch her / Then I’ma torture her, then I’ma off her»).

Che Gucci sia e rimanga uno dei nomi tutelari della trap è chiaro, e ne è una riprova il fatto che durante il suo periodo di assenza forzata dalle scene il trend che ha in gran parte contribuito a creare si sia espanso a macchia d’olio, anche e soprattutto nelle chart. Pure i cosiddetti Soundcloud rapper (Lil Pump, XXXtentacion, Yung Lean) nascono prendendo ispirazione proprio da lui. Ciò che però è cambiato dai tempi in cui Gucci iniziò è che ora c’è concorrenza, e anche tanta, vedi i Migos, Travis Scott, passando per A$ap Ferg. Per emergere da questo marasma di pubblicazioni bisogna riuscire ad avere un tocco innovativo. In Mr. Davis  purtroppo non troviamo quel tipo di innovazione radicale che ci aspetteremo da chi il marasma lo ha creato. Per quanto si tratti di casi ormai isolati, abbiamo avuto esempi più validi in questo senso anche nell’ultimo periodo: vedi Pretty Girls Like Trap Music di 2Chainz o lo stesso Gucci Mane in Droptopwop (il mixtape collaborativo con Metro Boomin dello scorso giugno), con entrambi a lasciare un segno più profondo.

23 Ottobre 2017
Leggi tutto
Precedente
Gianluca Becuzzi & Massimo Olla – RedruM Gianluca Becuzzi & Massimo Olla – RedruM
Successivo
The Bloody Beetroots – The Great Electronic Swindle The Bloody Beetroots – The Great Electronic Swindle

album

artista

Altre notizie suggerite