• lug
    01
    2005

Album

Leaf

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Esistono, fortunatamente, dischi che da soli danno un senso alla più storta delle giornate. Quelli dove ogni melodia suona come tu desideri, dove ogni parola è scandita proprio come lo si vorrebbe. Little Things risponde a tutte queste caratteristiche. L’autrice è la nordica Hanne Hukkelberg, ventiseienne norvegese dal poliedrico background (va dal free-jazz al metal passando al più classico rock) e voce d’angelo. Rientrata nelle grazie di molta gente che conta (Jaga Jazzist) e già titolare di un brillante Ep, si inventa uno stile personale che ingloba la sua passione per il jazz e la moderna arte glitch, sensibilità negli arrangiamenti ed il dono di un’ugola che pare qualcosa tipo Björk che canta Nina Simone. Nella bellezza della voce niente da obiettare: sono proprio le corde vocali di Hanne a fare la differenza in canzoni che altrimenti suonerebbero di pura, anche se ottima, maniera (vedi Searching).

Lo scorrere della musica sembra quasi un errore di editing, ma poi basta un ritornello (Do Not As I Do), un finale coi fiocchi (Balloon), qualche pennellata di Rhodes (Words & A Piece Of Paper) e quelle partenze in sordina che poi si elevano in refrain fiabeschi (True Love, Little Girl) a farne carezze per l’amato udito. Non so se sia nata una stella (ho ancora in mente promettenti debutti poi rimasti tali..), ma il principio per qualcosa di bello sembra dietro l’angolo….

1 Luglio 2005
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