• Feb
    05
    2016

Album

Irma Group

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Al centro di un triangolo ideale che ha come vertici il trip hop dei Novanta, la wave più industriale dei primi Ottanta e le suggestioni elettroniche radioheadiane di inizio terzo millennio, i veneti Heathens confezionano un secondo album denso e scuro, affascinante, opprimente a tratti eppure mai deprimente. Prodotto da Tommaso Mantelli (Captain Mantell) per Irma Records, Alpha si snoda in dodici brani sinuosi, a formare un magma sonoro difficilmente scindibile in singoli episodi, nonostante la buona varietà di influenze da cui l’ensemble capitanata dai fratelli Dal Pan attinge a piene mani: è un disco denso, fatto di canzoni che puntano tutto su sound e atmosfere, in qualche caso a discapito di una scrittura che, per quanto a tratti monocorde, riesce a mantenersi sempre su ottimi livelli.

È un album che sembra fatto di oscurità, eppure a guidare nell’ascolto pare esserci una luce fioca ma sempre presente, un chiarore che impedisce all’ascoltatore di perdersi tra canzoni sospese figlie dei Radiohead della doppietta Kid-A/Amnesiac (Bertrand Russel e soprattutto The Dust, che impreziosita dalla voce di Anna Carazzai dei Lume mostra più di un debito nei confronti di Everything Is In The Right Place) e di certa elettronica a cavallo tra The Knife (Our Happiness), Dead Can Dance (il singolo Parallel Universe) e Underworld (il finale di To The End Of The Night). E nonostante qua e là facciano capolino certe fascinazioni à la Depeche Mode, è inevitabile che il riferimento più immediato resti comunque la scena trip hop made in Bristol, Massive Attack in testa. Menzione speciale per l’iniziale Empty House, interessante miscela tra il sodalizio Mark Lanegan /Soulsavers e il Nick Cave più notturno, arricchita dagli archi di Nicola Manzan (Bologna Violenta).

Alpha è un ottimo disco, che ci mostra una band matura e padrona dei propri mezzi, e forse, con qualche lungaggine di meno, staremmo davvero parlando di eccellenza.

18 Marzo 2016
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