• Ago
    04
    2017

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Technicolour

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Lo scorso anno tre musicisti di indubbio valore si sono incontrati nello storico studio Lightship 95 di Londra per registrare insieme: due session e oltre due ore e mezza di musica senza restrizione alcuna, in parte (novanta minuti) trasmessa anche live anche dalla web-radio NTS. Gli artisti coinvolti erano il super-prolifico producer e poli-strumentista americano Hieroglyphic Being, l’omologo (ma anche percussionista) Sarathy Korwar (la cui storia si sviluppa attraverso tre continenti, coinvolgendo Stati Uniti, India e Inghilterra) e il sassofonista/clarinettista inglese Shabaka Hutchings: da quelle registrazioni poi la piccola ma pronta label Technicolour (sotto-etichetta della solita, affidabilissima Ninja Tune) ha selezionato appena venticinque minuti, divisi in quattro movimenti, e li ha pubblicati con il titolo A.R.E. Project. L’ep, nonostante l’indubbia caratura dei partecipanti, è passato sotto silenzio anche presso la stampa più attenta, forse per colpa dell’infelice uscita agostana, ma A.R.E. Project è esattamente quello che ci si poteva aspettare dall’incontro di questi tre grandi, e forse proprio per questo finisce per deludere un poco.

Sin dall’iniziale The Doctrine of Swedenborg, con il suo incedere incalzante che lascia spazio al voluttuoso innalzarsi del sax, si capisce benissimo che il continuo rincorrersi di elettronica e percussioni e il viaggiare libero dell’ottone si risolveranno in una serie di ispirate, ma prevedibili suite afrofuturiste dove apprezzare l’estro e una crescente confidenza tra i protagonisti, eppure senza alcun affondo veramente coraggioso: non proprio un complimento per un lavoro che trae origine anche dall’esperienza del free-jazz e della techno più avventurosa. Le uniche tracce con un’attitudine più impavida si trovano all’inizio di Calling the Loas, uno strano duello tra istanze post-bop e tradizione indiana, mentre la lunga Dimensions Of Frequency & Vibrations e la conclusiva Ashrams vanno a disegnare un unico, fluttuante mantra.

Già così questa Association for Research & Enlightenment Project è un piacere da ascoltare, pur restando, nella sua interpretazione compassata, un’occasione sfruttata soltanto in parte.

29 Agosto 2017
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