• Gen
    29
    2013

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Fine Time

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Australiani ma ormai ufficialmente adottati da Brooklyn, i tre (attualmente due) High Highs riescono finalmente a pubblicare l’album di debutto – intitolato Open Season – dopo aver iniziato a suonare insieme ormai cinque anni fa ed essersi fatti notare con l’omonimo bell’EP nel 2011.

Non c’è nulla di troppo complesso nella musica dei High Highs, è l’impatto emozionale che deve superare le barriere della struttura compositiva: tappeti di tastiere settate in modalità dream, arpeggi di chitarra e una vocalità mellifua arricchita da un praticamente perenne effetto echo.

Già dall’iniziale e strumentale Dey è facile percepire una sensazione di grande tranquillità, un elogio alla calma e alle armonie ariose: l’ascolto di Open Season si può infatti accostare al rimanere a letto per ore senza aver puntato la sveglia, a metà tra sogno e realtà, con un filo di luce che entra dalla finestra. E’ la primavera che lentamente si fa largo tra il letargo invernale.

Di base stiamo parlando di dream pop, ma Jack Milas e Oli Chang hanno fatto propria sia la lezione folkish dei Fleet Foxes e dei loro falsetti corali (si veda Once Around The House e l’ottima Pines), sia i paesaggi emotional-bedroom di Perfume Genius o Gem Club (Il piano sul finale di Bridge riporta alla mente anche il primo Youth Lagoon). Melodicamente la ricerca è soprattutto funzionale, ed è un bene, considerate le vette che vengono raggiunte in brani come Slow it Down o Phone Call (probabilmente il brano di più facile assimilazione). Convincono anche le sequenze di note di Open Season e Flowers Bloom – entrambe già presenti tra le quattro tracce dell’EP – la prima ritmata e catchy, la seconda impreziosita da impasti ambientronici che potrebbero erroneamente far pensare al Diamond Mine di King Creosote+Jon Hopkins.

Difficilmente troveremo Open Season nelle classifiche di fine anno, semplicemente perchè tutto pare molto controllato e privo delle caratteristiche tipiche degli album destinati a rimanere, ma è comunque un ascolto piacevole quanto universalmente riappacificante. Consigliato.

24 Febbraio 2013
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