• Ago
    06
    2015

Album

Mom And Pop

Add to Flipboard Magazine.

L’approccio lo-fi non è necessariamente un difetto, anzi. Come non lo sono il non sfoggiare particolari qualità tecniche o il presentarsi con un’attitudine strafottente. Ciò nonostante sono mesi che provo ad avere un parere pesato sulle Hinds (già Deers, prima di problemi legati al nome) senza riuscire a raggiungere l’obiettivo. Da un lato abbiamo una sguaiatezza vocale al limite del cacofonico (ma dopotutto, nel tempo sono state addirittura rivalutate le Shaggs), un immaginario che può risultare vagamente irritante (vedi il videoclip di Chili Town) e una montagna di hype giustificabile solo in parte, dall’altro ci sono canzoni che, nel loro essere fatalmente acerbe, funzionano, e mostrano un non trascurabile gusto pop. Le quattro spagnole debutteranno su formato lungo all’inizio dell’anno prossimo con l’album Leave Me Alone (è già disponibile la traccia Garden): per il momento dobbiamo accontentarci dell’EP The Very Best of Hinds So Far (via Mom + Pop), contenente sei tracce in buona parte risalenti al periodo Deers (seconda metà del 2014).

Musicalmente le Hinds si muovono su un terreno ben preciso che prevede dosi di garage pop di stampo californiano caro alla Burger Records, reminiscenze delle girl-band anni Sessanta e tendenze surf (senza però farne una prerogativa come le La Luz), mentre a livello di testi il leitmotiv è un grande “girls just want to have fun”: feste, mood adolescenziale (“I am flirting with this guy ‘cause all your friends are shy” in Chili Town) e Y.O.L.O assortiti (“I know you re not hangover today” in Bamboo, “puking in the cab, praying for a gum… ” in Trippy Gum). Non troppo distanti, quindi, dall’operato targato Chastity Belt, se non fosse per un pugno meno marcatamente femminista, nonché decisamente più acerbo.

In Castigadas en el Granero le due leader Carlotta Cosials e Ana García Perrote si alternano e si sovrappongono al microfono, mentre tutto intorno si sviluppa un tributo al jangle-garage DIY dal piglio retrò; la contagiosa quanto amatoriale – e vagamente Velvet UndergroundBamboo racchiude bene lo spirito e il DNA della band; leggermente più sostanziosa Trippy Gum. Da citare infine Davey Crockett, cover del primo singolo delle madri putative Thee Headcoatees ironicamente pubblicato lo stesso anno in cui è nata Carlotta (1991).

Indubbiamente in Spagna la scena è piuttosto dinamica (si pensi ai Mourn a Barcellona) e altrettanto indubbiamente le Hinds hanno grossi margini di miglioramento – magari con l’aiuto dei più esperti The Parrots – ma per il momento il clamore mediatico supera il valore musicale. I dubbi quindi rimangono: non ci resta che capire se con il debutto lungo saranno in grado di smussare gli eccessi, senza però perdere i tratti caratteristici che attualmente sono croce e delizia della loro proposta.

2 Novembre 2015
Leggi tutto
Precedente
C+C=Maxigross – Fluttarn C+C=Maxigross – Fluttarn
Successivo
EL VY – Return To The Moon EL VY – Return To The Moon

album

Hinds

The Very Best of Hinds So Far EP

artista

artista

album

etichetta

artista

Altre notizie suggerite