• Mag
    23
    2013

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A volte è bello credere che il fuoco sacro del rock, mosso dal vento, possa spostarsi lungo il globo e incendiare di volta in volta paesi, città e scene diverse.

Archiviate le paratiche – nel senso che per quanto più che dignitosi non sembrano essere in grado di fare la differenza – The Twilight SadFrightened Rabbit e We Were Promised Jetpacks, la Scozia – ed in particolare Glasgow – nel 2012 ha vissuto una sorta di rinascita guitar-oriented: lo slacker-galore dei Paws, gli interessanti Father Sculptor e gli anthemici Holy Esque.

La band guidata da Pat Hynes debutta ufficialmente con l’omonimo EP Holy Esquepubblicato a metà 2012, prodotto dall’amico Kevin Burleigh nonché primissima release della sconosciuta/locale Beyond The Frequency Records. Quattro tracce che definiscono il suono della band, un concentrato di intensità emotiva e passione viscerale.

L’impatto iniziale rimanda principalmente a due band: WU LYF e Titus Andronicus. In particolare la voce di Pat si muove esattamente a metà strada tra il timbro cagnesco di Evans Kati e quello di Patrick Stickles, caricaturizzandosi in modulazioni – vagamente alla Billy McCarthy dei We Are Augustines – che ricordano il belare delle pecore (“I’ve always sung this way, it’s my natural way of expressing myself”, dice lui). Particolare, questo, ben evidente sul finale di quello che è probabilmente il brano di spicco dell’EP: Rose, con il suo bel riff made in Gretsch&Rickenbacker.

Ladybird Love, strumentalmente si snoda su territori vicini alle cose meno recenti di casa National, con un ottimo lavoro dietro alle pelli e il classico entusiasmo generazionale messo in campo da mr.Hynes. Ricordi alt-90s nei solchi distorti e dimessi diLoneliest Loneliness, mentre la conclusiva Prophet of Privilege ha il compito di riassumere quanto proposto nelle tre tracce precedenti: chitarre protagoniste, drumming sostenuto e un grande impeto vocale.

Consigliati e non solo a chi ancora si dispera per l’addio dei WU LYF (e simbologia annessa) o a chi è rimasto deluso dall’ultimo dei Titus Andronicus.

8 Gennaio 2013
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