• Giu
    23
    2014

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Domino

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Vicino alla soglia dei trenta e con addosso il fardello di un hype che non l’ha mai abbandonato, Tom Krell/How to Dress Well nella sua opera terza What Is This Heart? si guarda indietro ripercorrendo alcuni aspetti che, direttamente o indirettamente, hanno segnato la sua vita, e contemporaneamente guarda al futuro solidificando le basi stilistiche del proprio suono.

Tom, uno che non ha mai avuto paura di mettere in musica gli stati d’animo più intimi (Just Once EP era dedicato a un suo grande amico scomparso poco tempo prima), affronta il passato con gli occhi malinconici di chi ha ancora vividi i ricordi formato-famiglia e le pressioni psicologiche di situazioni non facili vissute con l’attitudine di un emo-kid primi anni Zero (in un paio di brani sono presenti riferimenti a Taking Back Sunday e Saves the Day). In questo senso l’iniziale 2 Years On (Shame Dream) è uno degli episodi più toccanti (“no one ever told you that life would be this unfair but oh it is“), sorretto da una chitarra acustica arrangiata come andava di moda nelle ballad patinate anni Novanta. Svolta pop? In un certo senso.

Infatti, se What Is This Heart? è un disco in cui emerge ancora una volta tutta la sincerità di un ragazzo che, nonostante il successo, non ha mai perso i contatti con la realtà (sta portando avanti un dottorato in filosofia alla DePaul University di Chicago, dove attualmente vive con la dolce metà), stilisticamente mostra a chiare lettere la volontà di smussare gradatamente gli angoli dei primi tempi in favore di sonorità a più ampia fruibilità. Repeat Pleasure, ad esempio, se la gioca con & It Was U (dal precedente Total Loss) per il titolo di brano più orecchiabile mai scritto da Krell, in un retrogusto groovy-r&b anni Ottanta non troppo distante dai contesti cari all’ultimo Blood Orange – e non è un caso che Michael Jackson (in particolare quello mid-90s) continui ad essere un punto di riferimento non troppo velato, come dimostrano brani del calibro di Precious Love e Very Best Friend. Dopotutto il nostro afferma “I want to be #1 on Billboard, but I want to do it on my own“, anche se dubitiamo fortemente che l’operato targato How To Dress Well possa scalare le classifiche generaliste, almeno fino a quando Tom non si metterà d’impegno nell’ottica di scrivere l’hit single veramente paraculo a tutto tondo.

Una mossa di lato che viene fatta con la consapevolezza di chi, nel suo piccolo, la Storia l’ha già scritta con un disco come Love Remains – bissato due anni più tardi da Total Loss – capace di influenzare alcuni dei nomi caldi del post-r&b anni Dieci (The Weeknd, Autre Ne Veut, Active Child e recentemente Gallant). Di quell’approccio squisitamente lo-fi sommerso in un mare di riverberi, saturazioni vocali e oscurità spettrali rimane comunque qualche apprezzata traccia: il finale di Pour Cryll e alcune soluzioni presenti nell’ottima Face Again. Un po’ fuori dal coro la chitarra elettrica in Childhood Faith in Love (Everything Must Change, Everything Must Stay the Same), mentre funzionano meglio i background acustici che ritroviamo anche nella conclusiva House Inside e gli archi in See You Fall, altra ballatona d’altri tempi (qui è il piano la base di tutto), solo in parte stravolta dall’approccio sperimentale di Tom Krell.

Manca il fascino imperfetto di Love Remains e l’effetto-conferma di Total Loss, ma quella di What Is This Heart? era inevitabilmente l’unica strada percorribile per evitare di rimanere impantanati sulle stesse orme e, contemporaneamente, non perdere di vista quelli che sono i capisaldi di un progetto ancora credibile e convincente.

23 Giugno 2014
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