Recensioni

6.9

My only aim when starting to write this album was to ignore any possible second album expectations“: così Maria Lindén ha presentato il nuovo lavoro targato I Break Horses. A parole, ma anche nei fatti, la svedese sembra infatti avere abbracciato un nuovo approccio alla scrittura (le composizioni di Chiaroscuro sono nate infatti quasi tutte al pianoforte) che si discosta da quello del precedente e discontinuo Hearts, ancora legato agli stilemi gaze, benché raffreddati dai winter beats di stampo scandinavo.

Una svolta sci-fi epica evidente fin dalla traccia di apertura, You Burn, dove i layer di synth (Vangelis non è troppo distante) introducono l’etereo timbro della Lindén, mai così limpido e definito. Sulle stesse coordinate anche l’apoteosi synthoramica di Ascension e i sette minuti di Medicine Brush, evocativo punto di incontro cinematico tra John Carpenter e uno 007 ambientato tra i ghiacci. L’estremizzazione di questo mix tra ultimo M83 e School of Seven Bells rallentati, è il viaggio interstellare in slow-motion della conclusiva Heart to Know.

Chiaroscuro (chiamato così in quanto contiene sia i brani più tristi, sia i brani più spensierati mai usciti dalla penna di Maria) è principalmente incentrato sulla catarsi synth-centrica dei brani appena citati, ma non disdegna i passaggi meno ambientali e maggiormente upbeat di Faith, secondo singolo estratto dall’album. Denial, il primo singolo, è invece l’unico punto di sintesi e centralità pop dell’intero lavoro (Disclosure lo è solo in parte): se l’obiettivo è quello di muoversi a metà strada tra le regole della pop music e le imponenti aperture elettroniche, quello che ancora manca è un istinto melodico che sappia trasformare la maestosità del reparto strumentale in piccoli classici dei nostri giorni da tramandare ai posteri.

Maria Lindén e Fredrik Balck si confermano quindi solidi manipolatori di atmosfere, nonostante la classica quadratura del cerchio si debba ancora concretizzare. Ciò non toglie che le novità introdotte in Chiaroscuro siano dotate di un grande fascino che rievoca i panorami fantascientifici osservabili digitando su Google Immagini “ice planet wallpaper”.

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