• Mag
    11
    2018

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Warner Music Group

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Marco Iacampo ha una grande qualità: sa scrivere canzoni con una delicatezza rara e riesce a farti respirare quell’aria delle piccole cose che fanno poco rumore ma è sempre bene ricordare che esistono. Con il nuovo disco Fructus (Urtovox/Ala bianca group con distribuzione Warner) il cantautore veneto, in giro da parecchio tempo nel circuito della musica cantautorale italiana, ribadisce la propria unicità: è davvero difficile targettizzare un artista come lui, che non si lascia assimilare a nessuna delle tendenze dell’indie nostrano né a quelle del mainstream.

Il suo percorso artistico lo potremmo definire “di nicchia” (in una accezione positiva), ma la sua anima è pop, nel senso vero del termine, e cioè “popolare”. Da qui l’essenzialità lirica e il suono semplice ma colorito che contraddistinguono le tracce di questo nuovo disco, con il quale l’artista chiude una ideale trilogia iniziata nel 2012 con l’album Valetudo e proseguita nel 2015 con Flores. Nelle copertine dei tre dischi c’è una buona chiave di lettura di come il suo stile si sia evoluto, sia maturato appunto, come avviene nel passaggio dal fiore al frutto: dal bianco e nero del Mondo Nuovo cantato con un semplice arpeggio di chitarra, alle suadenti atmosfere di Flores, fino al ritmo più rotondo, caldo e pulsante di oggi. La traccia di apertura, Il frutto del deserto, è l’esempio lampante della bravura di Iacampo nello scrivere testi delicati che si appoggiano perfettamente su melodie leggere; La vita nuova, seconda traccia del disco scelta anche come primo singolo, conferma d’altro canto la sua attitudine per uno spirito soul, un’energia che in questo album emerge un po’ ovunque, nelle atmosfere calypso di Demoni, nel tango di Riva, nella ballata folk Un Giorno Splendido.

In Fructus c’è quindi una sintesi di tutti i linguaggi esplorati nei precedenti lavori. Iacampo si affida alla sua sensibilità e a due collaboratori di alto livello, Leziero Rescigno (La Crus, Amor Fou) e Gui Amabis, artista e produttore brasiliano. Tocco di classe le incursioni dei cori femminili, tenera sorpresa la cantilena svagata della figlia piccola Vittoria Stella. Le sonorità mediterranee e tropicali, la scrittura elegante e mai pesante, le radici del folk: questi gli ingredienti principali. Anima da Nick Drake, mood alla Caetano Veloso e aria pop italiana alla Mario Venuti: questo il risultato. Lavoro frutto della maturità del cuore, autentico e senza pretese.

12 Maggio 2018
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