• Giu
    18
    2013

Album

Cooperative Music

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Prima l’idea, poi la sua realizzazione a 360°: il progetto iamamiwhoamioltre ad essere fortemente contestualizzato nell’attuale ecosistema mediatico internet-centrico, è anche uno dei case-study più interessanti a livello di marketing applicato alla discografia.

Multimedialità all’insegna del non detto, del lasciato intendere, del mistero controllato. L’operato targato iamamiwhoami per il momento è delimitato nell’arco temporale che va dal 4 dicembre 2009 (primo video caricato sul proprio canale) al 5 giugno 2012 (videoclip di goods), periodo in cui la mente Jonna Lee ha collezionato qualcosa come venti milioni di visualizzazioni su Youtube. Da allora un processo a ritroso, prima con la release dell’album kine poi con la raccolta-prequel intitolata bounty.

Se kin si concentrava sui singoli brani pubblicati nei primi mesi del 2012, bounty fa invece perno sulla sequenza di tracce rilasciate online dal 14 Marzo 2010 al 31 luglio 2011: bou-1, u-2nty; john e clump.

L’astrazione dell’art-pop attraverso l’elettronica di stampo svedese (The Knife) era chiara fin dalle prime battute disordinate di b, ma è stato forse con la successiva o che il talento – in quel momento ancora d’identità enigmatica – di Jonna Lee ha iniziato a convincere anche chi all’epoca provava scetticismo nei confronti di un progetto ambizioso e per certi versi artistoide. Protagonisti i ritmi electropop ed una grande intelligenza nel saper dosare sperimentazione e melodia, ma non solo. Ad esempio l’accoppiata u-1 e u-2 – benché non rappresenti uno dei passaggi più riusciti del lavoro – mette in luce la versatilità stilistica: da un lato le atmosfere haunting dell’ambient-pop u-1 e dall’altro le derive clubbing di u-2.

Tra gli episodi migliori abbiamo l’ondeggiare inizialmente subacqueo e poi cadenzato di t, il dream synthetico di n e i due capitoli che possono forse vantare un appeal tendente al pop, nonostante gli oltre sei minuti di lunghezza: i minimali risvolti electro-Eighties di y – e i beat più corposi – vagamente Machine Gun dei Portishead – di ; john. Nota a margine: caso vuole che buona parte dei dodici milioni di visualizzazioni del video di y sia il risultato della commistione tra l’autocomplete del motore di ricerca e la pigrizia di utenti che si fermano alla lettera y nel digitare youtube.

Se è vero che conoscevamo già tutto di bounty, è anche vero che qui si tratta di collezionismo: poco importa se i risultati commerciali dell’operazione targata Cooperative saranno inferiori rispetto all’incredibile hype generato viralmente via Youtube tre anni or sono: chi ha tra le mani una copia fisica di kin non può rinunciare all’acquisto di bounty, sotto tutti gli aspetti il suo completamento simbiotico. Qui per Jonna Lee e il fido producer Claes Björklund si conclude la prima parte di carriera a nome iamamiwhoami. Ripetere l’accaduto, sia a livello di modalità che di realizzazione, sarà difficile. Staremo a vedere.

11 Giugno 2013
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