• Feb
    29
    2016

Album

Old Bicycle, Wallace Records

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Fuori stagione, come da titolo, ma anche fuori moda, fuori centro, fuori da tutto ciò che è tendenza o ammiccamento. Dopotutto, incentrare un disco (e un progetto) sul “divertimentificio” italiano per antonomasia com’è quello della costa adriatica e offrirne una chiave di lettura per contrasto, malinconica e struggente come solo certi momenti, certe spiagge, certi periodi dell’anno sanno essere, è segno di un certo spessore. Basterebbero i versi introduttivi dell’iniziale Le Sei Del Mattinomi sveglio in discoteca / verso le sei del mattino / fra cesti di frutta e scadente champagne / davanti a tre bodyguard / e fuori solo nebbia e silenzio / qui sembra la fine del mondo / ho voglia di tornare da te / a cercare un pezzo di me»), adagiati su una musica malinconica e in bassa battuta che rimanda ai primi La Crus, o quelli affidati alla title track, per intendere il mood dell’album e l’immaginario di riferimento del progetto tutto.

Fabrizio Testa – è lui il responsabile principale del progetto, sorta di estensione aperta di un solo-project che vede stavolta Bruno Dorella alla batteria, Chet Martino al basso e Andrea Dolcino a tastiere, drum machine e field recordings, più le comparsate di Xabier Iriondo in Dancing, Dany Greggio in Tre Su Una Uno e Mirio Cosottini in Le Sei Del Mattino – ha una visione ben definita, seppur sfocata come le nebbie del mattino o le foschie della memoria, del taglio che le sue musiche come Il Lungo Addio hanno e devono avere, tra «sabbia, uomini in tuta, post-sbronza, le biglie…» e addirittura Pantani (la triste Residence). Un pop malinconico e struggente incentrato su un tempo e un luogo ben definito che, traslato, può diventare qualcosa di universalmente riconoscibile.

9 Luglio 2016
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