Recensioni

6.7

Chissà se il 2014 verrà davvero ricordato come l’anno della riscoperta degli anni ’90. Le IO e la TIGRE provano a dare la loro versione dei fatti confezionando un EP di chitarre elettriche grasse, compresse e ruggenti (Sottovuoto) come si facevano una volta, in un guscio di batteria minimale e voce rabbiosa non troppo interessata alla forma. Sorta di L7 giocattolo, la formazione felsineo-cesenate (un duo à la White Stripes che non fa musica à la White Stripes, composto da Barbara Suzzi e Aurora Ricci) somma all’elettricità una certa melodia, testi che rimandano alla canzone d’autore più recente (a tratti viene in mente Maria Antonietta) e una slackerness indie-hipster dedita al buon vecchio binomio grunge “quiete/tempesta” (vedi alla voce: “pedaliere e distorsori”).

Nel disco c’è spazio anche per certe analogie Zen Circus (La mia collezione impossibile), ritmiche cadenzate Violent Femmes in chiave pop (Il lago dei cigliegi) e cover che rivelano molto del DNA “misto” della band (una Cuore portata al successo da Rita Pavone), ma soprattutto per una spavalderia e una sensibilità do it yourself che alla fine convince senza strafare. Le aspettiamo sulla lunga distanza, le due ragazze, sperando che non si perda quanto di buono si intuisce in questa autoproduzione distribuita esclusivamente in digitale.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette