• Mar
    01
    2012

Album

La Tempesta International

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I milanesi Iori's Eyes – gli intercambiabili Clod e Sofia – arrivano da una gavetta importante, tante date e due EP – And Everything Fits In The Yellow Whale del 2009 e Matter of Time del 2010 – di synth-driven indie pop.

Prodotto da Federico Dragogna (Ministri), l'album di debutto Double Soul è contemporaneamente un punto d'arrivo e un punto di partenza per gli Iori's Eyes: il filo conduttore – la caratteristica e particolare voce di Clod – rimane, ma il troncamento con il passato è evidente fin dalle prime battute. L'uscita per il ramo International de La Tempesta – come gli Aucan lo scorso anno, tra l'altro qui presenti in In Love With Your Worst Side – non è casuale, le sonorità contenute in Double Soul infatti sono il probabile risultato di una metabolizzazione delle ultime tendenze in voga oltre i confini nazionali (Inghilterra su tutti).

Il soul minimale ed elettronico di James Blake è uno dei punti di riferimento più immediati – compresi i giochi di pause – ma tutto il disco è un caleidoscopio di svariate influenze, prima assimilate e poi trasformate in un concetto di art-pop tanto personale quanto inedito per la musica made in Italy.

L'atmosfera, intima, smooth e assolutamente notturna, trova i suoi apici nel simil trip hop – tra Tricky e i fraseggi sussurrati degli ultimi These New Puritans – di Bubblegum e nel rituale di All The People Outside Are Killing My Feelings. Il lato lo-fi soul esce bene in Winter Olympics – protagonista vocale anche Sofia – e in Pull Me Down, ma da apprezzare sono anche le aperture maggiormente pop della parte centrale del disco (Something's Comin' Over Me e Vlad). In The Merging si riprendono gli stilemi di Bubblegum ma viene aggiunto un chorus melodico decisamente funzionale, mentre le trame crepuscolari si tramutano in clima clubby nella penultima They Used To Call It Love.

In Double Soul il pericolo esercizio di stile è dietro l'angolo, ma dopotutto stiamo parlando di un debutto che doveva soprattutto plasmare e rendere facilmente riconoscibile il suono del duo. In questo senso, missione decisamente compiuta.

19 Marzo 2012
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