• Mag
    20
    2013

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Kitsuné Music

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Gli Is Tropical in breve tempo sono diventati delle macchiette: dall’album d’esordio Native To (2011) ad oggi i loro affollati live (e le frequenti apparizioni italiane) sono stati appuntamenti imprescindibili per alcuni e ottime occasioni di derisione per altri. La band londinese ci ha messo del proprio nel goffo tentativo di unire l’integralismo indie e le “ignoranze” da sabato sera, un connubio che poteva avere un senso nel periodo Klaxons (quando il divertimento veniva accompagnato anche dalla sensazione di far parte di una nuova pseudo-scena), un po’ meno in questi anni dieci.

Dalla loro parte hanno un brand, quello della Kitsunè (che li ha visti crescere e che li rappresenta pienamente), una schiera di fan entusiasti e le capacità di realizzare almeno un riempipista a stagione. Con il secondo album intitolato I’m Leaving l’obiettivo è quello di riuscire a smarcarsi dalla figura di meri intrattenitori, ampliando le prospettive musicali attraverso una ricerca più ragionata e meno istintiva.

Un cambiamento rintracciabile più nelle intenzioni che nel risultato finale, ma è risaputo: squadra che vince difficilmente si cambia. Ecco quindi che ritroviamo Megaforce – colui che contribuì non poco all’ascesa della band grazie al video di The Greeks – a dirigere nuovamente un vieoclip attira-buzz (Dancing Anymore), i ritmi da indie club e la consueta suite di melodie tanto di facile presa quanto ripetute fino allo sfinimento.

L’energico uno-due iniziale garantisce minuti spensierati pur mostrando i noti limiti del trio inglese: Lover’s Cave funziona nel suo unire chitarre e synth, così come il retrogusto ’80s a due voci – quelle di Gary e della sua attuale musa – della già citata Dancing Anymore, ma manca la zampata decisiva, il valore aggiunto… l’elemento in grado di elevare il livello delle tracce da oneste pop songs a possibili classici del genere.

Quando invece la band si allontana dai territori uptempo rischia di fare danni. Si prendano ad esempio le venature malinconiche di Lilith e Video, due brani inconsistenti che non lasciano assolutamente nulla. Un freno a mano tirato presente in troppe occasioni, tanto che anche gli episodi solari soffrono di una lampante carenza di verve. In particolare, la surf-oriented Toulouse e l’insalvabile coppia All Night e Sun Sun, due passaggi scialbi nonostante la presenza di Ellie Fletcher dei Crystal Fighters.

Gli Is Tropical rimangono discreti compositori nei passaggi in cui curano maggiormente i dettagli ritmico-sonori (Leave The Party, che comunque finisce la benzina quasi subito) e discreti aizzatori di folle quando aumentano i giri (come nel Klaxons meets Pete Doherty di Cry).

6 Maggio 2013
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