• Gen
    26
    2015

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Weird World

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Jib Kidder, al secolo Sean Schuster-Craig, è uno che in vita sua ha girato gli States fisicamente (dalla Georgia a New York passando per il Michigan e la California) e in qualche modo anche stilisticamente, uscendone con in testa un caleidoscopio di congetture diversamente pop e tendenzialmente psichedeliche, almeno stando al qui presente Teaspoon To The Ocean, titolo numero tredici di una discografia composta da autoproduzioni, mixtape, soundtrack e – sì  – persino qualche album “vero e proprio” (il primo di questi, All On Yall, risale al 2008). In un certo senso, la sua idea di canzone sembra collocarsi a metà strada tra i collage intellettualoidi dei The Books (ravvisabili soprattutto nello scenario assieme convulso ed estatico di World of Machines) e le nostalgie di marzapane di Sufjan Stevens (influenza lampante in Wild Wind).

Potremmo definirla una toy-psych votata all’incantesimo da tre minuti, radiofonia balzana e ipnotica per pruriti emotivi sensibilmente fuori dagli schemi. Per andare a bersaglio, Schuster-Craig utilizza una quantità difficilmente circoscrivibile di fonti e suggestioni, che riarticola con disinvoltura arty e il piglio di chi non ha mai smesso di credere al fascino imponderabile – e potenzialmente illimitato – di una melodia confezionata con arguzia. Non stupisce trovare tra i suoi complici una tipetta estrosa e imprevedibile come Julia Holter, al controcanto in Appetites (valzer dalla stralunata morbidezza Beach Boys attraversato da un asprigno assolo quasi Jerry Garcia) e nella più resistibile Illustration. Gli undici pezzi fanno slalom tra pulsioni raga strattonate da una metodica tensione nerd (Remove A Tooth), pulsazioni da androide jazzy lubrificato a benzedrina (The Waves), solennità Eno immersa in lusinghe dreamy (Melt Me, Situations in Love) e ballatine da slacker in fregola dub (In Between).

E’ un disco interessante e curioso più di quanto non sembri ad un primo ascolto. Soprattutto, se da un lato queste canzoni-marchingegno ostentano una ricercata artificiosità, d’altro canto sanno mettere il cuore in primo piano e pungolare il nervolino delle visioni imprevedibili.

17 Gennaio 2015
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