• giu
    01
    2012

Album

3by3

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Dopo l’aggiornamento sonico dell’ex Napalm Death Mick Harris nel 2007 con Stealth (in minor misura il successore Refuse; Start Fires), un altro membro della storica formazione di Birmingham esce allo scoperto con un progetto analogo, a fondere il solito quadrilatero industrial-ambient-metal-noise alle battute spezzate di casa Digital Mystikz e Hyperdub. JK Flash è la bestia nera di Justin Broadrick. Un moniker che a dir il vero, a punteggiatura variabile – J. K. Flesh, J.K. Flesh, JK. Flesh, JK.Flesh – avevamo già incontrato negli anni 90 e primi 00s sotto svariate etichette – dalla Earache alla Mille Plateaux, da Matador alla City Slang – ma che ora soltanto emerge sotto il profilo dubstep e UK Bass.

Posthuman è un album che suona esattamente come lo s’immagina: un succo di Godflesh, Techno Animal e Final aggiornati ai Duemila. La buona notizia è che il disco è solido tanto nelle parti anthemiche (le bombe Dogmatic e Idle Hands) quanto nei bordoni più techno-industrial (Earthmover con Broadrick in death grunt) o nelle pieghe più notturne (l’half step di casa Distance richiamato nella titletrack). Inoltre, la tracklist, imbastita con molta testa e artigianato, alternando stasi a drop o groove, viscere della terra e immaginario da zomby movie (Knuckledragger con le chitarre ambient, Punchdrunk dai connotati più tipicamente ambient death-metal) sa essere varia e avvincente. Non c'è niente che suoni come un riempitivo o una furba smaltata ai suoni che furono.

Un Broadrick rinvigorito e galvanizzato che suonato a volumi esagerati è ancora più coinvolgente.

15 giugno 2012
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