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E’ certamente una stagione fertile per il doom folk. A confermarlo arriva una poderosa compilation assemblata da Marc Coyle del Woven Wheat Whispers e distribuita da Cold Spring. Un lavoro minuzioso che cerca di fare il punto sulla componente britannica del dark folk. Nel momento in cui la colonna sonora di The Wicker Man diventa sempre più di culto e le nuove leve della weird generation prendono a piene mani dal suono della tradizione, John Barleycorn diventa una chiave di lettura privilegiata per indagare tra le pieghe del suono folk anglosassone.

Traditional tra i più celebri del repertorio britannico, riletto e rifatto migliaia di volte, John Barleycorn offre l’opportunità a Marc Coyle di disegnare un affresco in due (anzi tre) dischi sullo stato dell’arte di quella che fin dal sottotitolo, non ha paura a chiamare, Dark Britannia. Il pregio di questa raccolta è quello di fornire una panoramica trasversale di approcci alla materia. Ci sono weird folk, dark folk, traditional folk, apocalyptic folk, psych folk e così via a illustrare tutte le sfaccettature di un sound che nel corso del tempo si è fatto multiforme, ma non ha mai perso quelle qualità mitiche che lo legano alla notte dei tempi. John Barleycorn è del resto basata sulla trasformazione del grano, sul ciclo delle stagioni e dei raccolti. Musica che ci parla delle nostre radici e della terra su cui poggiamo la nostra presenza.

La raccolta offre anche l’opportunità di dare spazio a piccoli artisti legati a website specializzati come The Unbroken Circle e Terrascope. Figure ancora poco conosciute come The Horses of the Gods, Damh the Bard, The Triple Tree, Alphane Moon, English Heretic, The Straw Bear Band, The Purple Minds of Lazeron. Accanto a questi ci sono poi sigle più conosciute come The Owl Service, che offrono per l’occasione una rilettura filologia di North Country Maid; i Sol Invictus densi  e marziali come al solito; una Sharron Kraus delle migliori con Horn Dance; e ancora i Pumajaw, Peter Ulrich, Sand Snowman (probabilmente l’episodio migliore del lotto), Clive Powell, Xenis Emputae Travelling Band e dulcis in fundo Martyn Bates.La compilation si suddivide in due dischi, il primo intitolato “Birth” e il secondo “Death”, ma per gli avventori del sito Woven Wheat Whispers c’è anche un terzo disco, disponibile solo in download e intitolato, manco a dirlo, “Reborn”, giusto per non far morire la tradizione e dirne quattro ai Traffic.

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