• Set
    01
    2011

Album

Double Six

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“Insegnami ad amare, insegnami ad odiare / Sono il tuo studente, e non devo essere in ritardo”. Che alla soglia delle settanta primavere John Cale riesca a scrivere e cantare versi come questi, a titolare una canzone Catastrofuk, a uscirsene con una ballad in francese in cui usa il vocoder con effetto (volutamente, si presume) comico (Pile A L’Heure), non deve poi tanto stupire. Che poi basterebbe vedere le ultime foto promozionali, con la zazzera bianca tinta di rosa shocking (come dire, da Lady Godiva a Lady Gaga il passo è breve).  Extra Playful, ultra-giocoso, lui lo è sempre stato; e a ben vedere questo pasticciare con elettronica, effetti a pedale, melodie vocali, cori gospel (Hey Ray), ritmiche hip hop un po’ obsolete ci riporta al passato recente del 5 Tracks EP che precedeva Hobosapiens (2003).

Manca forse la follia, quella autentica e drogatissima che riusciva a rendere interessanti – e a loro modo, brillanti – persino cose come Ooh La La (1984), che a pensarci bene potrebbe essere un’antesignana di questi cinque antipasti in vista del venturo album previsto per il 2012. Segnali incoraggianti per quanto riguarda lo spirito del Nostro (si ricorderà, reduce da un trionfale tour mondiale in celebrazione del suo capolavoro Paris 1919), un po’ altalenanti in forma e sostanza; un ritornello come quello di Whaddya Mean By That, però, è pura classe.

15 Settembre 2011
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