• Feb
    01
    2009

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Record Collection

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Fa sempre notizia John Frusciante in uscita dal gruppo, e dire che con The Empyrean colleziona il suo undicesimo disco in solo, un bottino niente male per un musicista che avrebbe potuto comodamente adagiarsi sugli allori. Che il gruppo madre sia un’attrazione per scolaresche in libera uscita non è mistero, ma non dimentichiamo che prima della penosa svolta arena rock i Red Hot Chili Peppers hanno pur sempre occupato un ruolo di primissimo piano nella cultura alternativa americana.

Del resto l’emblematico white funk di dischi come Freaky Styley e Uplift Mofo Party Plan non è cosa da liquidare in due battute. Chi è il Frusciante solista quindi? Un uomo sicuramente innamorato delle sue origini, ma anche un impensabile ed impenetrabile songwriter. Detto che Eddie Hazel dei Funkadelic e Shuggie Otis rimangono quasi un punto fermo nel suo stile, sorprendono la sottile interpretazione di Dark/Light quasi un’ outtake dal Pacific Ocean Blue di Dennis Wilson; ancor più coraggioso il confronto con uno dei più grandi di tutti i tempi: Tim Buckley. Accedere alle arcane e celestiali volte di Song To The Siren non è esattamente un’impresa trascurabile, oltre al fegato ci vuole il buon gusto, ben intesi. Quando scorre l’apertura psichedelica di Before The Beginning, ci chiediamo davvero se i Funkadelic di Maggot Brain, siano dietro ad una colonna ad osservare in disparte, tanta è l’assonanza col periodo più lisergico della gang di George Clinton.

Idee ed intuizioni che al gruppo madre sono venute a mancare in un sol colpo, anche se il commilitone storico Flea è a dar manforte sul disco, sciorinando le consuete ed avvolgenti linee di basso. Non è l’unico ospite di rilievo, visto che Johnny Marr degli Smiths si affaccia con discrezione, forse a causa dei suoi nuovi interessi americani (ha sbancato con i Modest Mouse come riportano le recenti cronache). Di impatto anche la presenza del quartetto d’archi Sonus Quartet che di recente è stato ospite in studio di Sparklehorse e Gnarls Barkley.

Lontano è il tempestoso e realmente ‘drogato’ Frusciante del secondo album – Smile From The Street You Hold, sospeso tra fantasmi di Butthole Surfers e Jandek – il chitarrista californiano trova nuovamente la quadratura del cerchio con uno dei suoi più compiuti album di sempre. Chapeau!

1 Febbraio 2009
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