• set
    16
    2016

Album

RVNG Intl.

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La notizia della morte di Don Buchla (17 aprile 1937 – 14 settembre 2016), geniale inventore di sintetizzatori, unico contraltare di Robert Moog per ruolo storico, fama, risultati e filosofia (west vs. east coast, freak vs. square, Morton Subotnick vs. Walter/Wendy Carlos: vedi in merito il bel documentario I Dream Of Wires) colora di toni più mesti l’uscita, a due giorni di distanza, di questo bell’album, costituito da suoni provenienti esclusivamente da due strumenti che arrivano dalla fucina dell’ingegnere americano: il Music Easel e il 200e.

Ma non insistiamo troppo sugli aspetti hardware/geek e concentriamo l’attenzione sulle parti umane delle interfacce: l’album (il tredicesimo della serie FRKWYS, dedicata alla “collaborazione intergenerazionale tra artisti”) documenta l’incontro tra due virtuose dell’elettronica analogica, scopertesi casualmente vicine di casa a Bolinas, a qualche miglia da San Francisco. Una è Suzanne Ciani, mitica pioniera del suono sintetico e fervente buchliana della prima ora, tornata recentemente alla ribalta a seguito di proditorie riedizioni di suoi “vecchi” lavori (vedi ad esempio i Buchla Concerts del 1975); l’altra è Kaitlyn Aurelia Smith, emergente artista proveniente da Orcas Island e già firmataria di ottime ibridazioni elettroacustiche (l’ultimo lavoro, EARS, è stato pubblicato nell’aprile scorso): Sunergy è il risultato delle jam session nello studio casalingo della prima, con clamorosa vista sull’Oceano Pacifico.

Il titolo riassume e condensa: sole + energia, ma anche sinergia (συνέργεια), azione combinata verso lo stesso fine. Unione di intenti e di sensibilità, con ispirazione esterna data dalla natura e dal suo flusso e riferimenti che necessariamente si rifanno alla migliore tradizione kosmische e minimalista. Le risacche elettroniche simulano gli sbuffi e gli spruzzi, le sequenze armoniche in serena tensione ricordano le meditazioni tangeriniane di Edgar Froese e il rigore profumato d’Oriente di Terry Riley. Esercizi di mindfulness sonora, godibili soprattutto se si va oltre al più superficiale livello di ambientazione/sottofondo e si presta piena attenzione al qui e ora.

26 Settembre 2016
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