• Mag
    01
    2012

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Island

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La loro parabola artistica è simile a quella di tante band – boom iniziale e successiva incapacità di ripetere il numero – ma, contrariamente ad alcuni colleghi che hanno continuato a rifare la stessa canzone per un decennio, i Keane hanno cercato di afferrare – fallendo – un percorso evolutivo che avesse un senso.

Perfect Symmetry aveva rappresentato l’ultimo pasticcio in salsa kitsch-synth e da allora ad oggi sono passati quattro anni intervallati da un EP (Night Train) e dalla scrittura di materiale inedito per un quarto album, Strangeland, di cui pochi sentivano il bisogno.

L’iniziale You Are Young riporta in vita i Simple Minds meno eighties miscelati con cori alla Coldplay e le cose peggiori dei Manic Street Preachers, il singolo Silenced By The Night, pur efficace funzionale nei rimandi strumentali e melodici, risulta immediatamente prevedibile e monotono; una stucchevole Disconnetted apre le danze ad una serie di sbadigli zuccherosi (Watch How You Go, The Starting Line e Sea Fog) che fanno da contraltare ad alcuni brani maggiormente tirati in zona Arcade Fire via Bruce Springsteen (On The Road) che dovrebbero incendiare gli stadi nel remoto caso in cui tornassero a riempirli davvero. Ironicamente convincono maggiormente quando escono dai binari del piano-pop più melenso e si avventurano in territori pseudo-Radiohead in versione cheese (Black Rain, come già successe con l’interessante Atlantic contenuta in Under The Iron Sea).

Con Strangeland la band di Tim Rice-Oxley – vero leader compositivo – ritorna sui propri passi abbandonando le tentazioni del passato per chiari fini AOR. Peccato che la tracklist sia composta dai soliti brani leziosi e fin troppo accomodanti.

3 Maggio 2012
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