• ago
    12
    2016

Album

Monotreme

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Davide Compagnoni, oltre ad essere un batterista di spessore non indifferente, nonché uno dei fondatori dei torinesi Stearica, è anche la mente che si cela dietro al progetto solista KHOMPA, uscito allo scoperto quest’anno con l’esordio The Shape Of Drums To Come. Un titolo che è un omaggio non troppo velato agli svedesi dell’hardcore punk Refused, con cui l’artista nostrano condivide un approccio musicale ben lontano da un’idea di staticità e, anzi, in continuo movimento.

Non a caso Davide ha deciso di sperimentare con uno strumento che di solito fa parte dell’architettura retrostante di una band, quasi ne fosse lo scheletro: la batteria. KHOMPA ha di fatto messo sotto i riflettori l’apparato ritmico da vari punti di vista: quello analogico delle classiche percussioni, da lui manipolate manualmente, e quattro trigger, un laptop e uno step sequencer. Quando Davide colpisce la pelle di uno dei tamburi, uno strumento virtuale – che può essere un synth così come un campionatore – prende vita tramite un software, senza il bisogno di ricorrere per forza a loop o click, permettendo quindi un’espressione musicale completa che ingloba armonie e melodie alla stregua di una vera e propria orchestra. Gli otto pezzi che compongono il disco sono perciò godibili e per nulla saturi di meri virtuosismi, benché le capacità tecniche del batterista vengano a galla sin dal singolo di punta Nettle Empire. La traccia seguente, Religion, è una cavalcata contro il tempo che non pone alcun dubbio sull’ispirazione prettamente punk in cui è immerso questo lavoro discografico, mentre The Shape dà un tocco ancestrale al percorso, seguita dal math-rock misto al prog di Louder, nel quale rivive lo spirito degli Stearica stessi.

Se Upside-Down World è l’unico spazio lasciato alle vocalità grazie alla collaborazione con il cantante e bassista della band noise nipponica Bo Ningen, D.A.C. (sigla che sta per “digital to analog converter”) riversa tutto l’impianto sonoro in un mare di aritmetica forsennata, in cui la protagonista indiscussa è l’elettronica guizzante dei sintetizzatori. A lasciare stupito l’ascoltatore pensa poi la chiusura Wrong Time Wrong Place, dove l’astrazione tipica della musica concreta fa prendere una svolta soft all’album, per un dolce epilogo tra raffinatezza e suggestività al fianco di Davide Tomat dei Niagara.

The Shape Of Drums To Come è un interessante esperimento che suona internazionale, innovativo e che varrà sicuramente la pena di ascoltare e vedere live.

4 Gennaio 2017
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The Shape Of Drums To Come

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