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    20
    2016

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Emme Produzioni Musicali

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Libertà in musica: utopia o concetto relativamente possibile? Su questa domanda il Knup Trio, formazione romana sospesa tra jazz, progressive e rock, deve aver gettato le basi dell’album d’esordio Knup! (per chi non lo sapesse, è l’anagramma di “Punk”). Uscito lo scorso 20 maggio per Emme Record Label, il qui presente si configura come un lavoro ispirato da tre correnti stilistiche che corrispondono alle precedenti esperienze di ciascun membro: Emanuele Tomasi (batteria) prima del jazz ha sperimentato l’hardcore, il math-rock, l’elettronica e l’indie, mentre Francesco de Palma (contrabasso) e Fabrizio Boffi (piano), pur condividendo una formazione classica nel jazz, sono portatori di diverse esperienze che vanno dal rock al funky, passando anche per il punk.

La via scelta dai tre non è certo music for the masses ma un jazz-rock sperimentale dove la libertà cui accennavamo in precedenza è spesso sia un connotato, che un limite. Il Knup Trio vuole emanciparsi dal perimetro prestabilito dei generi e dalla scomoda etichetta dell’improvvisazione jazz che troppo spesso sfocia in un esercizio di stile superfluo ed inefficace. Il progetto è ambizioso, ma basta un ascolto all’opener Coniglio Bianco per rendersi conto del grosso potenziale del trio. Qui un incedere crimsoniano apre alla cinetica L’ordine delle cose, che ci ricorda quanto il furore espressivo del jazz possa convivere splendidamente con fraseggi post rock e, più avanti, math (Punk). L’intelligente percorso dei ragazzi romani prevede di arrivare da A a C senza passare per il banale punto B, ma saggiando tutte le altre strade percorribili, raccogliendo tutta l’esperienza possibile. È così che trasformando Kira da brano quasi punk ad un crescendo noir ricco di tensione, e scomponendo la magniloquente Mr. Jack in unità via via sempre più piccole figlie di un certo minimalismo wilsoniano, il percorso conduce l’ascoltatore alla sua meta ideale, a cui giunge più ricco e più libero.

Il Knup Trio riesce brillantemente a dare un buon contributo alla “causa” della “libertà musicale” in Italia – unendosi a ensemble come La Batteria, C+C=Maxigross e via dicendo – fondendo esperienze diverse ma tutte convergenti verso il desiderio di creare una valida e stuzzicante alternativa al mainstream.

6 Agosto 2016
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