• ott
    01
    2009

Album

Matador

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Dopo essere stato consacrato dalla ristampa su Woodsist del suo primo disco, il ragazzo prodigio di Philadelphia approda nel roster della Matador con quello che è, in ordine cronologico, il suo terzo album. La sorpresa per l’effettiva qualità di Costant Hitmaker era stata così grande che, al confronto, il successivo God Is Saying This To You… e l’Ep con i Violators The Hunchback erano apparsi sfocati e privi di mordente.

In questo senso, quindi, con questa nuova uscita Vile si gioca il tutto per tutto; e va detto che, benché forse non si raggiungano gli apici toccati con le precedenti Freeway e Don’t Get Cute, le nuove tracce risultano essere quanto di meglio questo ragazzo ha saputo comporre ad oggi, esclusione fatta per quelle, appunto, del primo disco. Parte di quella magia che per prima ci aveva incantato la ritroviamo qui in brani come Overnite Religion, Blackberry Song e in una Freak Train che ricorda le evoluzione ritmiche dei Feelies di Crazy Rhythms; la nuova versione, più dura, di The Hunchback poi, qui posta come opener, fuga i dubbi che ci avevano assalito all’ascolto della precedente sull’omonimo Ep. Se dunque non si ripete, com’era d’altronde ipotizzabile, il piccolo miracolo dello scorso anno, va comunque riconosciuto a Kurt Vile il merito di aver dato alle stampe un solido, degno, nuovo lavoro.

1 ottobre 2009
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