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Sotto il moniker Last Step si cela uno dei campioni del drum’n’bass di sempre. Aaron Funk o per meglio dire Venetian Snares. Il cambio d’identità punta alla contaminazione tra i mondi dell’electronica intelligente (come si diceva negli anni 90) e ovviamente con il mondo ‘step. Se molti produttori e musicisti stanno raschiando il barile del suono che ha segnato la Londra di questi ultimi cinque anni, in questo disco (secondo dopo il debutto omonimo dello scorso anno) il buon Aaron tenta la carta dell’eterogeneità, ripescando le lezioni di maestri illustri come il sempreverde Aphex Twin del periodo Analord o l’iperprolifico Luke Vibert. E come per i padrini della Warp, la mescolanza porta alla ‘definizione di un suono indefinibile’, una cavalcata attraverso i mondi d’n’b, speed techno (61 Disco da sballo puro), jazz visionario con qualche distorsione 808 di stampo Squarepusher (HAHA Waffles) e mash-up a 8 bit per ex bambini paffuti strafatti di E (Portoghese, Sonic Blue). Poi si rimbalza sempre tra stanze conosciute: le solite cose per gente che non degusta i rave, ma che si lancia nei privé con qualche luce al neon.

La generazione post-breakbeat che tenta di staccarsi dalla nostalgia 90 e passa in rassegna il catalogo delle possibili alternative. Potrebbe essere meglio, ma si lascia ascoltare. Qualche buona idea e tanta, troppa tecnica. Esclusivamente per nerd. Oggi la cameretta non ci basta più. Aspettiamo ancora il rave perfetto.

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