• dic
    01
    2007

Classic

Rhino

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24 canzoni sfavillanti di fresca rimasterizzazione per raccontare una delle vicende più significative del Rock. Cui si aggiungono le 20 tracce live nella più lussuosa edizione con DVD (che poi è un estratto dal DVD omonimo del 2003), necessaria appendice visuale per ribadire l’impetuosa presenza scenica del quartetto inglese ai bei tempi che furono. Tutto ciò in occasione della reunion della band, con Jason Bonham a sostituire il roboante padre ai tamburi per un concerto unico a Londra, il 10 dicembre. Natale alle porte farà il resto, ovvero l’ennesima fortuna commerciale di questa band leggendaria, a onor del vero meritevole di imperituro rispetto. Insomma, per essere un combo costruito a tavolino sulle ceneri degli Yardbirds col preciso scopo di cavalcare la famigerata onda hard blues, riuscirono a mettere assieme un repertorio niente male, aspergendolo di suggestioni folk esoteriche ed esotiche che ne impreziosirono non poco la trama. Quest’ultimo, più che la potenza di fuoco o i rispettivi virtuosismi dei singoli, mi sembra il motivo per cui ancora oggi la musica del dirigibile riverbera un fascino pressoché ineguagliato.

Ok, sbrigate le ovvietà di prammatica resterebbe da entrare nel merito di questa raccolta, il che significa sciorinare altre più aggraticciate ovvietà. Su tutte: la pelosissima lista di ciò che imperdonabilmente non c’è. Capirete che si tratta di un rituale pressoché ineludibile di fronte ad operazioni commerciali siffatte. Cui tanto vale prestarsi, non fosse che per sottolineare quanto ad uscire penalizzata dalla selezione sia proprio quel pescare nel torbido pozzo dei traditional folk blues, ovvero il dark side zeppeliniano, quello meno vendibile ai ragazzini borchiati frementi ai piedi dell’alberello natalizio. Difatti in scaletta non troviamo notizia di pezzi-chiave come la suggestiva Black Mountain Side, la cupa The Battle Of Evermore, la turpe How Many More Times, la vischiosa Hats Off To (Roy) Harper, la bruciante You Shook Me e la scalpitante Gallows Pole, mentre una I Can’t Quit You Baby e addirittura l’incantevole Going To California sono reperibili solo nel dvd.

Si dirà che fare qualche vittima era inevitabile, e mi sta bene. Ma solo fino a un certo punto. Capisco l’esigenza di coprire tutto il decennio di carriera, passi quindi dunque quel secondo cd riempito pescando in maniera abbastanza pedissequa da Houses Of The Holy (1973) fino a In Through The Out Door (1979), ma alla fine il benedetto novizio cui l’oggetto si rivolge si sarebbe fatto un’idea un pochino più attendibile se ai primi quattro fenomenali album (gli omonimi/anonimi del periodo ’69-‘71) fossero stati dedicati due cd. Senza contare che ci sarebbe stato posto anche per autentiche gemme pop come Thank You e Tangerine! E invece, una volta confezionato un gadget appetibile al massimo, missione compiuta. Il resto sono fisime da vecchio rockettaro brontolone.

Ancora capace tuttavia di commuoversi di fronte alle spinte propulsive di una Communication Breakdown, ai ragli impetuosi di Ramble On, all’infuocato struggimento di Babe I`m Gonna Leave You, al riffarama ctonio di Kashmir, queste sì presenti e vorrei vedere. Voglio dire che in ogni modo rimane roba da far saltare sulla sedia chiunque abbia la fortuna di scoprirla solo oggi. Ma al criterio di selezione di questa compilation – a quanto sembra opera degli stessi Page, Plant e Jones, ed è un’aggravante – non posso che riservare un voto… sdegnato.

5 gennaio 2008
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