• Giu
    01
    2009

Album

Truth & Soul

Add to Flipboard Magazine.

Dicendo di taluni artisti rischi di cadere nella monotonia, ragion per cui sarebbe comodo risolvere la questione indirizzando l’amante della “black” all’articolo su Sharon Jones che trovate altrove in questo stesso numero. Perché la storia di Mr. Lee è a grandi linee la stessa: nato e cresciuto in un buco della North Carolina con altri tre fratelli, Lee ha speso l’adolescenza tra la chiesa e i vinili di James Brown, Temptations e Otis Redding. Hai detto niente, e ancor più significativo sarà il suo calcare le scene dal crepuscolo dei Sessanta in poi, finendo su una pletora di oscure gemme funk a 45 giri e in Let’s Talk It Over, raro lp conteso dai collezionisti a cifre da leasing. Se aggiungiamo che il Nostro ha – prima di approdare alla Truth And Soul: un nome, una garanzia – soggiornato presso la Daptone, capirete che gli estremi per interessarsene c’erano tutti, eccome. Sappiate allora che un solo ascolto è bastato per zittire la cautela riservata agli sconosciuti.

Vero che Fields riflette chiaramente la propria educazione sentimentale tra sensuosi ondeggiamenti sudisti (Do You Love Me Like You Say You Do: splendidi la tromba e il break melodico che la tagliano in due; lo snodarsi in stile “Philly” di Ladies), pigro e morbido funk (il brano omonimo, Love Comes And Goes) e qualche impennata (Money I$ King), nondimeno la voce elargisce una personale grana, non di rado avvolta da un’aura malinconica anche quando le atmosfere sono degne di uno “shouter” e figuratevi allorché la ballata assume toni confidenziali (sublime Honey Dove; latineggiante e corale My World Is Empty Without You). Disco a lento rilascio, My World è inoltre impreziosito dalla sapienza esecutiva degli Expressions – già con la Winehouse e Antibalas, costoro si guadagnano il proscenio con un pugno di discreti strumentali – e nel porgere ottoni grassi e archi tondi senza appesantire la scrittura.

Una pratica che riconosci antica ma non “vecchia” e che conforta come un amico fidato, giacché sai benissimo che è così che s’ha da fare e cioè ripercorrere la memoria senza fermarsi a metà del guado. Mica tutti possono lanciarsi nel futuro come Erykah Badu, insomma, tanto più se appartengono alle generazioni che dell’oggi e del domani hanno posto le basi. Con personaggi siffatti, ci vorrà molto perché il ritorno del soul venga a noia. Non solo perché – avrete inteso – la Musica dell’Anima non è mai andata davvero via.

13 Luglio 2009
Leggi tutto
Precedente
Sunn O))) at Locomotiv, 1 giugno 2009 Sunn O))) at Locomotiv, 1 giugno 2009
Successivo
Neon – Rituals (Expanded Edition) Neon – Rituals (Expanded Edition)

Altre notizie suggerite