Live Report

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Rivedere Liam Gallagher fa sempre uno strano e familiare effetto. Come quando incontri alcuni amici del liceo e ci si mette subito d’accordo per organizzare una cena di classe, una roba che non vorresti sentir più nominare ma che quando ti ci trovi dentro ti fa cadere vittima della nostalgia di quei momenti e ricordare improvvisamente che le emozioni, vere e pulsanti, che provavi all’epoca rimangono intatte da qualche parte dentro di te. L’immagine è quella di un ragazzone nemmeno troppo maturo, consapevole degli errori del passato, tutt’altro che intenzionato a rinnegarli, ma in grado di andare avanti, sì, con la stessa vecchia e rude spavalderia (quella che lo porterà ad avere qualche screzio con uno spettatore) ma anche con un obiettivo che prima d’ora non si era mai palesato: la volontà di proseguire una carriera con le sue sole forze, un one-man-show che non abbia bisogno del nome di una band alle spalle, anche se di nome non fa Noel. È proprio a questo che serve l’intro della tappa milanese del suo tour a sostegno di Why Me? Why Not., in Rock ‘n’ Roll Star Liam Gallagher prende atto che il passato non può e non deve essere dimenticato, ma al contrario sostenuto con una forza diversa, rinnovata, finanche maggiore.

La prima lunga parte dello show – in un Forum di Assago gremito e appassionato come non mai (con file di fan provenienti direttamente dalla Gran Bretagna che a mo’ di hooligan lanciano fumogeni ancor prima dell’inizio dello show) – è dedicata all’ultimo corso solista del Nostro e non potrebbe essere altrimenti; si va da singoli del lavoro più recente, Halo e Shockwave, per un uno-due col botto, a Wall of Glass dell’esordio, procedendo poi con Be Still e For What It’s Worth. È solo il pretesto per giustificare la funzione tipicamente promozionale del tour, in quanto la seconda parte è un viaggio nei ricordi in salsa 90s che prima regala una Morning Glory che fa letteralmente esplodere il Forum, per poi stordirlo ulteriormente con, in sequenza, Columbia, Stand By Me e la ballata più Oasis(iana) del nuovo album, quella Once che vede il grande Éric Cantona protagonista del videoclip ufficiale in bianco e nero (così come in black and white sono le immagini che ritraggono Liam sul maxi-schermo). Giusto il tempo di consegnare alla folla The River (ulteriore singolo che serve a consolidare l’immagine da rockstar), che è già l’ora di godersi Gas Panic! e l’evergreen Live Forever, in cui il buon Liam lascia ovviamente spazio al singalong, com’è giusto che sia.

Dopo la prima pausa è già chiaro a tutti che il resto dello show sarà improntato sulla storia degli Oasis, una storia potente la cui gravitas è aumentata dal rimpianto che nasce dalla sua fine (sul come sia finita, più che sulla semplice constatazione); un pensiero che torna in mente, a maggior ragione, quando si sentono le prime note di Acquiesce, uno dei pochi brani che appunto prevedeva il duetto tra Liam e Noel. La Acquiesce di Milano serve a ribadire l’emancipazione forzata di Liam e quanto il contributo di Noel (in termini puramente canori) sia servito a fondare l’immagine sensoriale degli Oasis, immagine che lo spettatore è costretto a elemosinare in maniera separata ai concerti di questo o quel fratello, a turno. Roll With It è probabilmente il punto più alto raggiunto dalla serata: Liam è sciolto, la voce è stata preservata finora proprio per raggiungere gli acuti più difficili dei brani storici e la folla gioisce appagata. Al termine di Supersonic, il primo dei due momenti magici della serata in via di conclusione è garantito da Champagne Supernova: come sarà infatti per la successiva Wonderwall, questo non è il momento di Liam sul palco (ovvero non solo), perché questi due brani sono principalmente per il pubblico e il Nostro lo sa bene, difatti si premura di cantare solo le strofe principali per lasciare i ritornelli interamente nelle mani e nelle voci tremanti di una folla in lacrime, memore del passato glorioso, testimone di un presente in cui Liam Gallagher è il solito compagnone sbruffone che ha ormai raggiunto la maturità di una vera rock and roll star.

Ce lo immaginiamo, perché no, mentre sorride sornione dietro le quinte, sulle note di Cigarettes & Alcohol

17 Febbraio 2020
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