Recensioni

8

L’album ha il titolo che ha, il primo pezzo dice Hello Morning ed è inutile dire che è tutta una truffa: bastano pochi secondi e siamo già catapultati nel deflagrante mondo dei Lightning Bolt. Il duo di Providence al solito non si tira indietro, comincia da subito a smontare il concetto di rock pesante, lo rivolta e lo stravolge fino a portarlo alla sua essenza più pura, velenosa e dissacratoria. (“Funhouse“, “Metal Machine Music“, “Half Machine Lip Moves”,”Reign in Blood“, “Ride the Skies“).

L’interazione basso/batteria, Gibson/Chippendale è ancora una volta sorprendente, e canzoni come Dracula Mountain e 30,000 Monkeys fanno letteralmente paura talmente sono affilate e spietate nella loro matematica e abrasiva lucidità. Perché la cosa che più stupisce dei Lightning Bolt è proprio questo: sì il rumore, un suono espettorato a forza di kilowatt, ma soprattutto la forma che gli viene data, la melodia che riesce a farsi largo, la possibilità di domare qualcosa che sembra inafferrabile, scherzare col fuoco e poterselo permettere. Questo è un suono che unisce idealmente Oriente (la scuola noise giapponese, dai Ruins agli Zeni Geva) e Occidente (la scuola noise rock a stelle e strisce, dagli Unsane ai Flying Luttenbachers) e che si nutre non solo di ossessioni personali, di visioni apocalittiche e incubi tecnologici, ma anche di una insana dose di ironia, di fumetti, film horror e di una collezione di dischi che non riesco neanche ad immaginare. Cosa rimane alla fine? Tutto quello che conta. Crown of Storms è Van Halen passato attraverso il tritacarne, 2 Towers un armageddon tascabile, Wonderful Rainbow un’apnea inattesa, e Duel in the Deep la canzone che i Melvins non scriveranno più. Basterebbe anche solo questo.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette