Recensioni

7.2

Un ondulante tappeto di synth dal familiare carattere analogico tipicamente 70s accoglie l’ascoltatore come in un caldo abbraccio, in questo nuovo e terzo album in quindici anni per la coppia Lindstrøm & Prins Thomas. Il brano porta il titolo di Gran Finale (ah l’ironia) e mette subito in chiaro quanto i due norvegesi siano in un certo senso “cresciuti” nel decennio che separa questa prova discografica dalla precedente.

Nei sei brani di media durata che lo compongono sono assenti le bizzarre associazioni di stili che avevano sempre contraddistinto la loro visione non convenzionale di “musica da ballare”. La caratteristica organicità del loro sound, fatta di una commistione di strumenti acustici, elettrici ed elettronici si è trasformata in una eterea coltre di tastiere vintage di ogni genere. Anche le progressioni armoniche non si ripetono in maniera circolare come nella più classica formula della “dance” ma vengono lasciate libere di svilupparsi in continue ed inaspettate modulazioni e, liberate dalla necessità di sostenere riffs e motivi melodici – che vengono comunque lasciati scorrere sottilmente e sottotraccia – accentuano se possibile il senso generale di sospensione costante. Solo la seconda traccia, e primo singolo estratto, Martin 5000, e la seguente Small Stream accennano una pigra ritmica funk balearica, trascinanti il giusto ma senza particolare urgenza, in perfetta sintonia con la minimale e discreta presenza di parti ritmiche che caratterizza il resto dei brani.

I loro tipici rimandi al sound dei 70s, quello del krautrock, della disco, del prog, ci sono tutti ma questa volta vengono abbandonati ad una deriva cosmica che, per chi è alla ricerca di materiale da dancefloor, potrà risultare deludente. Ma gli anni che separano questo nuovo elegante album dai precedenti hanno sicuramente smorzato ogni tipo di aspettativa e fanno in modo che ci si possa accostare alla loro musica senza pregiudizi e con buona predisposizione alla novità. Ed in questo senso il disco non delude affatto, ma anzi risulta come il più maturo e riuscito della loro carriera. Non resta altro da fare che arrendersi e lasciarsi andare all’assenza di peso che cosi efficacemente suggerisce.

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